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domenica 12 giugno 2011

EUROPRIDE 2011. E LE PERSONE TRANS?

EUROPRIDE 2011
E LE PERSONE TRANS? 

Guardo le vicende LGBT da "esterna" da ormai molti mesi perché se la mia condizione individuale è transgender, il mio cuore, il mio pensiero, la mia sensibilità è pangender e non trans. Detto questo non dimentico 10 anni di militanza nel movimento Trans italiano nè posso né voglio sfuggire ANCHE dalle tematiche trans, visto che fanno parte della mia vita, della mia biografia. Non ero a Roma e ho seguito l'Europride dalle 19 in poi su RaiNews 24, unico canale ad avere il permesso di trasmettere integralmente Pride e Lady Gaga in diretta. Sono rimasta molto interdetta nel vedere un "successo" che mi emozionava e, contemporaneamente, l'assenza totale della rappresentanza "Trans" nei momenti di maggiore visbilità del Pride. Ai tempi in cui le tv ci intervistavano ma poi non mandavano in onda gran ché (le dirette erano un sogno), ricordo le lotte positive per il microfono tra me e la compianta Marcella (Di Folco) per parlare delle NOSTRE ISTANZE che solo secondariamente sono l'aggravante per i reati di transfobia e, tanto più, per il riconoscimento delle coppie gay.
Un po' perché chi tra di noi si opera e ottiene i documenti, almeno civilmente può sposarsi, un po' perché NOI TRANSGENDER abbiamo ALMENO un PAIO di istanze troppo prevalenti per importanza (quasi di sopravvivenza):
* Una legge per il cambio anagrafico per tutte le persone trans, a prescindere da "passabilità" o da interventi chirurgici di sorta in funzione della dignità, di una vita riconosciuta (se non ti riconoscono l'identità diventa difficile anche farsi riconoscere la vita) ma soprattutto per un motivo d'ordine fondamentale e cioè
* L'accesso al lavoro. Per NOI transgender (ricordo che io uso il termine transgender sia per operate sia per non operate, sia per riattribuite anagraficamente sia per chi non lo è) le discriminazioni sul lavoro non sono l'eccezione che finisce sui giornali, ma la norma. Non veniamo assunte PERCHE' transgender, PERCHE' la nostra condizione non è facilmente nascondibile, (a volte anche per chi ha documenti a posto ma un sistema osseo rivelatore della transizione) per chi non vuole barattare "carne per carta" con uno Stato e non intende (talvolta non può per una vasta serie di patologie) operarsi ai genitali.


Ebbene l'Europride ha totalmente ignorato, nelle sue interviste mediatiche, nelle situazioni più importanti, le istanze trans. Si è preferito appiattirsi su un obbiettivo minore come la legge contro l'omofobia (talvolta è stata citata anche la transfobia) solo perché c'è un progetto di legge in corso e, secondariamente, persino le questioni del matrimonio a prescindere dagli orientamenti sessuali.
Dove erano le rappresentatività transgender capaci di farsi spazio e rubare qualche microfono per dire queste cose? Luxuria è l'unica che è stata intervistata su RaiNews ma - mi spiace dirlo - lei ha rivendicato i diritti delle e dei trans solo quando era "onorevole" e aveva una "suggeritrice" sempre disponibile per lei, anche quando era in aula e si avvicinava un voto. Ieri Luxuria non ha detto una parola per le più importanti istanze TRANS.
Vero che è stata intervistata nel casino di un Europride, vero che non ho tutta la rassegna stampa a disposizione, ma una trans può dimenticarsi una scarpa appaiata ma non le questioni "lavoro" e "identità" quando si è intervistate in diretta su una tv! Non una rappresentante trans, seppur fuori dall'associazionismo.


Rimpiango i tempi in cui la "battitrice libera" intervistata dai media era Helena Velena. Nessuno ha avuto la forza di imporsi. Quella forza che non mancava alla morta Di Folco e all'inabile Izzo.
Quella forza indispensabile per far passare le istanze T* e magari anche I* in qualsiasi manifestazione organizzata da un movimento GL (si GL perché le ass.ni trans forse un paio di volte hanno avuto la forza di organizzare i Pride e dare spazio anche alle questioni T e I in un caso) storicamente amnesico rispetto alle istanze T. La parola LGBT è stata pronunciata solo da Lady Gaga... Il pride è tornato Gay (e comunque LGBT, togliendosi dalle palle specialmente le persone Intersessuali)...
Dove è la rappresentatività trans? Una rappresentatività che non sia appiattita sulle ass.ni G e L e che sopravvive solo grazie alle elemosine che volentieri le ass.ni G e L ci fanno da sempre pur di poter mantenere, in Italia come in tutto il mondo, un senso alla T di LGBT.
Soprattutto però è agli organizzatori che mi rivolgo: al Mieli e all'attuale Arcigay. Il Roma Pride dell'anno scorso non era così dimentico delle persone T*. Quando però l'unica cosa che si guarda è il "successo numerico" (per non voler essere malefiche e parlare di business) le ed i TRANS servono a poco. O meglio servono a poco le organizzazioni trans. Sono sufficienti le trans seminude o le Drag che fanno tanto colore e attirano i media 100 volte di più di quanto facevano gli striscioni di Crisalide A.T. e MIT (un po' più il MIT per unamaggiore concessione alla spettacolarizzazione del Pride). Non che sia importante questo. Importante invece è la totale dissolvenza dei diritti delle persone TRANS.
Non è un caso che i Pride con maggior "peso" trans, Genova e Roma dell'anno scorso, hanno dovuto vedere l'abbandono dall'organizzazione da parte di Crisalide a Genova e a Roma, gli organizzatori di un Pride veramente LGBTQI che appartenevano ad Arcigay, sono stati tutti espulsi.
SORPRENDENDE LADY GAGA (ed anche Praitano)
Grande Lady Gaga. Premetto che non sono una sua fan. Conosco qualche tormentone delle sue canzoni più famose ma la sua musica non appartiene ai miei generi di musica preferita. Non che mi faccia schifo. Semplicemente non mi è mai interessata come artista (e tantomeno come "fenomeno").
Una premessa fondamentale per far solo capire che non sono influenzata dalla sua fama. Grande Lady Gaga, ripeto.
Grande perché, al contrario delle leadership LG italiane, ha capito che per un Pride è importante parlare e non urlare slogan, rivolgersi direttamente agli interlocutori e non "a nessuno" o solo ai "nemici politici" del momento (non a caso è stata un po' fischiata quando ha ringraziato Alemanno).
Perché ha capito - la regina del trasformismo, capace, secondo Luxuria, di far morire d'invidia le Drag Queen (a meno che non fosse volutamente ironica) - che ad un Pride è meglio presentarsi sobriamente. Non che fosse proprio invisibile ma ha indossato un abito significativo (di Versace, notoriamente omosessuale) e a metà show si è pure liberata delle parti più evidenti dell'abito, restando con un lungo vestito nero ed ha sia parlato seduta ed ha cantato con il solo pianoforte d'accompagnamento (suonato da lei che non è particolarmente brava, quindi poco "coperta" dagli strumenti).
Una voce davvero meravigliosa. Sinceramente facesse un album acustico, potrei cambiare opinione musicale su di lei e comunque ho capito che è una vera artista, una vera CANTANTE (oltre che autrice). Ma questo è altro argomento. Il discorso di Lady Gaga ha disatteso ogni aspettativa (non la mia però... io ci speravo almeno contando sull'intelligenza mediatica della Lady)...
Non sarà memorabile come quello di M.L.King ma le sue parole sono semplici e chiare. Un discorso quasi più "pangender" che LGBT. Pacato ma soprattutto con un messaggio semplice ma giusto: "siamo tutti uguali" (aggiungo io "nelle differenze"). ha detto "io come donna o uomo... ma che importa poi..." con l'unico riferimento della serata alle questioni di Genere della serata (almeno quella trasmessa.. Non escludo che alla fine, quando tutti se ne vanno, abbiano dato la parola a qualche trans).
Stupefacente per la sua determinazione e scelta voluta di non distrarre con strumenti o abiti, dalle cose che voleva dire, parlando lentamente per aiutare la comprensione anche di noi italiani che l'inglese lo mastichiamo poco e male. Quando poi ho sentito la Praitano (Mario Mieli) ringraziare Lady Gaga perché le sue parole corrispondono con il programma dell'Europride, ho strabuzzato gli occhi (tra qualche anno chissà mi sarei pisciata addosso) Nulla della storia delle Associazioni che hanno organizzato l'Europride è affine alle parole di Lady Gaga.
Ok si è d'accordo sui diritti civili (ci mancherebbe altro) ma per stile, politica e messaggio, l'evidenza era la differenza tra lei e la storia di quella parte di Movimento LGBT organizzatore dell'Europride. Lei ha ringraziato Alemanno per avere lasciato svolgere la manifestazione (memore, lei, che in paesi molto vicini geograficamente all'Italia, una cosa del genere non sarebbe stata neppure immaginabile), il Mieli (in buona compagnia... penso all'ArciLesbica e la radiazione della presidente del circolo romano) lanciò una vera e propria scomunica alle associazioni che chiesero un incontro con il Sindaco di Roma appena eletto (per capire le sue intenzioni per avanzare istanze, come è normale). Lady Gaga non sa (ed è meglio così) che in Italia l'ideologia arriva al punto che con "Alemanno non si parla perché è fascista" anche se è il sindaco che governerà la città e quindi anche le persone LGTQI residenti a Roma. Per carità...pura ipocrisia.
Quel che dava fastidio era che alcune ass.ni avessero agito senza prima chiedere al Mieli... perché poi eccome se si è rapportato con il sindaco fischiato e per cui alcune associazioni vennero "maledette" per quella richiesta, ovviae normale. Per questo Lady Gaga ha proseguito ignorando i fischi... perché si è rivolta AI GOVERNANTI per cambiare le cose... Si è rivolta a chi può cambiare almeno leggi e influenzare i costumi. E quando lo si fa, ovviamente, non si può fare la lista di chi ringraziare e chi no.
Se in Iran, un successore eventuale dell'attuale governante, togliesse la pena di morte o meglio, depenalizzasse l'omosessualità pur continuando a condannarla religiosamente, se a farlo fosse un Ayatollah... come dovremmo reagire?
Felicitarsi della cosa o no perché proviene da un Ayatollah che comunque è storicamente omofobico?
Lady Gaga, italo americana, è politicamente più avanti della media del "nostro" (anzi vostro) "movimento" LGBT. E dato che lei è una cantante e per quanto ecumenico, il suo discorso non può certo definirsi geniale, la cosa la dice lunga sulla miopia dei "vostri governanti" (governanti del "movimento" o di una sua parte.. ci sono state defezioni all'adesione a questo Europride, in Italia).
L'importante è stato farsi belli con Lady Gaga, tirar su soldi con le feste (legittimo per carità... i costi di un Pride sono enormi, ma ci deve essere qualcosa di più di un appoggio alla leggina Concia). Una domanda. Ma le ed i trans sono content* di questo Europride?
Della visibilità dei loro problemi? Finita l'occasione per divertirsi a sfilare (ognun* come crede), cosa resta in bocca? Non un gusto amarognolo? A me si.
‎... e dimenticavo una cosa importante. Lady Gaga è stata l'unica intervistata a dire e ripetere di essere ARRABBIATA... e di come voler usare la sua rabbia... Niente facce "ebeti" come ho visto negli "esponenti del movimento" come se ci fosse da essere allegri.
Un conto è scegliere politicamente di manterere la parata una festa, un altro è parlare come se davvero fosse una festa...
La rabbia chi la sente?

Mirella Izzo
PS: mi scusoin anticipo se il mio italiano non fosse, in qualche parte, comprensibile o corretto. Diciamo che non dipende dalla mia volontà....

lunedì 26 maggio 2008

Luxuria, otto marzo e considerazioni politiche

"Io, Luxuria, l'otto marzo, il passato, il presente e le prospettive del futuro"
un approfondimento che spazia dai rapporti personali, alle relazioni politiche fra la nostra idea di associazionismo e l'idea di politica dell'on. Luxuria. Considerazioni sulle prossime elezioni

Era da tanto tempo che io e Vladi (l'on. Luxuria) avevamo in mente di conoscerci personalmente in modo più approfondito di quanto fosse avvenuto in precedenza nei saluti veloci di un Pride. Lo era perché fin dai primi mesi dopo la sua elezione in Parlamento abbiamo lavorato insieme per molte cose. Una su tutte, il progetto di legge sulla "qualità di vita delle persone transgenere" che prevedeva - fra tante altre cose - la possibilità di cambiare "sesso" sui documenti anche senza interventi chirurgici, oggi coatti. Prevedeva anche che tale procedimento fosse amministrativo e non più giudiziario (salvo l'autorizzazione agli interventi chirurgici che necessitano - a causa di altre leggi - di una sorta di deroga al reato di mutilazione). Non solo questo ovviamente. Il pdl Luxuria è frutto di una sintesi effettuata in piena autonomia da lei stessa, su un testo che le avevo proposto. Un testo più ampio e che prevedeva anche disposizioni sulle persone intersessuate e il riconoscimento di un risarcimento alle persone transgender vissute prima dell'approvazione della legge 164/82, che hanno subito trattamenti ben oltre i minimi previsti dalla Dichiarazione Universale sui diritti umani.
Alcuni capitoli di quel mio progetto sono stati necessariamente tagliati. Avevano costi per lo Stato che avrebbero reso il suo "passaggio" ancora più impervio di quanto comunque già non fosse con un parlamento "impestato" da deputati dipendenti direttamente dal Vaticano e dai suoi violenti attacchi alla nostra condizione.
Ciononostante qualche chance ci sarebbe pur stata se non fosse caduto il governo. Forse quel testo sarebbe stato emendato in peggio, forse però qualcosa di meglio della 164/82 sarebbe emerso... Del resto il "futuribile" è esercizio mentale piuttosto inutile. Il Governo è caduto. Il pdl con esso.
Per il pdl ed altre ragioni che esporrò, in parte, tra poco, mi sento di invitare questa volta a votare Luxuria. Questa volta più che mai, in quanto seconda di lista in Sicilia. Donne siciliane... sappiate che in Luxuria avete una alleata sincera e vera e che proprio il fatto di essersi conquistata con unghie e denti la condizione di donna, ha particolarmente a cuore tutte le questioni che riguardano i vostri, i nostri diritti. Perché dico "questa volta"? Perché in passato non lo feci questo invito (se non in seconda battuta) e so di avere commesso un errore, pur con qualche giustificazione in merito a come avvenne la sua candidatura.
Ritengo di dover raccontare il rapporto umano e politico (soprattutto il secondo se visto in termini di tempo speso) tra me e "Vladi" perché è stato l'origine di un "sacco di cose", alcune belle, altre, purtroppo, deprimenti.
Fra tutte le cose deprimenti, la peggiore è stata la reazione di TUTTE le altre Ass.ni transgender italiane, riunite sotto il nome di "Coordinamento Trans Silvia Rivera" (pace alla tua anima Silvia... rimarrà sempre nei miei ricordi la serata, la notte ed il mattino della sera del World Pride a Roma a discutere insieme in casa di Helena e con la tua compagna e il mio compagno transgender di allora, nonché co-fondatore di Crisalide, Matteo Manetti). Si perché dopo mesi che Vladi aveva chiesto alle Ass.ni di portare dei contributi per il pdl che intendeva scrivvere e dopo mesi di silenzio e dopo che casualmente venni a sapere di questa situazione parlando al telefono con lei e mi offrii quindi io di aiutarla con le mie piccole o grandi competenze, si scatenò la furia generale di chi non sa fare ma non vuole che altri facciano. Una riunione del Coordinamento vide interventi che volevano rifiutare il pdl di Luxuria senza neppure leggerlo a causa del fatto che si era rivolta a me senza "l'autorizzazione del Coordinamento" (sic!) e che io mi sarei esposta per carrierismo o chissà quali altri privilegi (in realtà ho solo riempito un vuoto di capacità elaborativa dell'intellighentia associazionistica trans). Anche Luxuria ebbe le sue pesanti critiche perché non avrebbe consultato il Coordinamento su chi doveva essere demandato a collaborare con lei. In realtà Luxuria aveva chiesto da mesi al Coordinamento documenti e proposte che non arrivarono mai. Quando Luxuria si lamentò con me del fatto, solo in quel momento mi offrii. Ma ad una condizione: che il mio nome non dovesse mai uscire fuori all'interno del "Gotha" associativo trans. Conoscevo "le mie pollastre" e prevedevo cosa sarebbe successo. Infatti poi il mio nome venne fuori (non da me, non da Luxuria ma da una persona che sapeva interna alla di allora Crisalide) e quanto prevedevo accadde puntualmente. Forse peggio di quanto mi aspettassi, ma accadde (anche se i verbali furono poi ripuliti da questi eccessi, ma non totalmente).
E' buffa la vita. Io fui forse l'unica presidente di Associazioni Trans italiane a NON dare la mia preferenza a Luxuria quando si presentò candidata.
Ritenevo che Rifondazione Comunista si fosse comportata male dopo che Bertinotti aveva scritto che l'Associazionismo Transgender (e gay e lesbico) doveva essere protagonista anche nelle liste del suo partito. Ritenevo che Luxuria da troppi anni si era allontanata dall'associazionismo di "base", dal contatto con le tante diverse realtà transgender (non solo quelle della Mucca Assassina)... Insomma la ritenevo più un "personaggio" che una trans in grado di dare un contributo alla nostra fame di diritti. Fu eletta e da quel giorno presi atto delle cose. Ebbi un primo abboccamento con lei e nel giro di poco tempo modificai drasticamente le mie idee. Certo era pur vero che non era aggiornatissima sulle nostre istanze, ma aveva due qualità piuttosto rare sia in ambito "dirigenziale" dell'Associazionismo LGBT, sia in ambito politico che sopperivano più che egregiamente a questo "problema" : umiltà e voglia di prepararsi al meglio.
Fu così, che già prima della questione pdl, io mi resi disponibile a fornirle tutto il materiale che la di allora Crisalide aveva acquisito come conoscenze, istanze ecc.. Lei ne fu felice e non solo. Lesse e imparò le questioni sulle quali non era più aggiornata ad una velocità incredibile. Sia chiaro... Vladi pensa con la sua testa... Semplicemente le mancavano alcuni dati. La gestione degli stessi è stata poi sua, integrata alle sue conoscenze e capacità. Il mio ruolo è stato quello di supporto informativo. Nient'altro... (scherzosamente mi ha definita la sua Wikipedia transgender) almeno fino al pdl dove ho avuto un ruolo più propositivo (ma comunque sempre con la sua ultima parola e l'ultimissima dell'Ufficio Legale del suo partito).
Per me Luxuria è stata una delle più belle sorprese che ho ricevuto nei miei anni di militanza. Anni in cui ho avuto forse più delusioni che entusiasmi, rispetto a tanta "dirigenza" trans. Da lei non ho ricevuto né soldi, né altro tipo di "pagamento". Nessuna contrattazione di vantaggi per me o per l'Associazione. Nessuna "candidatura" o ruolo nel partito (almeno fino ad oggi e per mutua e reciproca convinzione). Enttrambe abbiamo collaborato senza altri fini che non riguardassero il miglioramento della qualità di vita delle persone trans. Tutto questo lavoro e consultazione reciproche è avvenuto per email o per telefono. Da qui è nato il reciproco desiderio di guardarci in faccia, di parlare "tete a tete" (tette a tette, se preferite!).
Mirella Izzo, Vladimir Luxuria, Chiara Masini
7 marzo 2008: da sx a dx: Mirella Izzo, Vladimir Luxuria, Chiara Masini
Tornando al resoconto, questo incontro tanto atteso è finalmente accaduto il 7 marzo e poi si è replicato l'8 marzo per la "celebrazione mondiale sui diritti delle donne" nota ai più e al sistema industriale come "festa della donna".
Una cena di finanziamento avvenuta dentro una sede di Rifondazione Comunista il sette sera, è stata la prima occasione per "sentire" quel che prima erano opinioni o pensieri. Una serata per me e la mia compagna Chiara molto piacevole. La sede era ovviamente piena di molta eterogenea gente. Molti comunisti di "vecchio stampo" che erano anni che io non vedevo dopo i "cambiamenti" del PCI e delle sue mutazioni successive in PDS, DS ed infine "Democratici". Molte bandiere rosse con le insegne delle sedi del PCI. Molte persone anche anziane. Il fatto che più mi ha colpita al cuore è stato vedere queste persone educate nel passato sicuramente alla totale incomprensione verso i Diritti Civili di minoranze come la nostra, avvicinarsi a Luxuria, darle la mano, complimentarsi per il suo lavoro, chiederle una "foto ricordo". Non solo... essendo state, io e Chiara, invitate da Luxuria, analogo atteggiamento abbiamo ricevuto anche noi... Ed anche i nostri piccoli contatti affettivi (qualche bacio in bocca) è passato nella totale accettazione di queste persone che parlavano in genovese stretto: fra loro molti operai, portuali e operaie e casalinghe. Categorie che fino ad una decina d'anni fa erano ben poco sensibili alle "diversità" in ambito sessuale, arricchite da questa rivoluzione culturale. L'apertura mentale di queste persone, abituate da decenni alla lotta per altri diritti, è stata una piacevolissima esperienza. Verificare quanto sia stato tutto sommato facile per loro comprendere che i diritti sono o tutti o nessuno, mi ha fatto pensare molto. Molto anche alla chiusura mentale di altre fasce di popolazione: dell'intellighetia, degli intellettuali, dei giornalisti (con qualche rara eccezione), dei politici. Emozionante esperienza. Cose che magari potevo intuire, sapendo quanto Luxuria è amata fra la base del suo partito, ma che a vederle e "respirarle" ha fatto tutto un altro effetto.
Il Giorno dopo, di pomeriggio, al Museo di Sant'Agostino, un importante dibattito organizzato dall'Associazione "Usciamo dal Silenzio". L'otto marzo a parlare di prostituzione. Un atto tanto coraggioso quanto ignorato dai media locali, nonostante la presenza di un onorevole del nostro Parlamento.
Anche in questa circostanza ho avuto modo di sentire quel che da un po' avevo capito intellettualmente. Il pubblico era davvero tanto per la capienza della sala. Sicuramente più di cento persone. Quasi (ma non) tutte donne di ogni età e ceto. Molte femministe storiche e nuove, molte lesbiche. Dopo l'interessante intervento della Sociologa E. Abbatecola, dell'Università di Genova è stata la volta di Luxuria. Il suo intervento è stato un qualcosa che probabilmente anche solo 5 anni fa sarebbe stato vissuto con molta diffidenza dal pubblico in gran parte femminile a causa del fatto che avrebbe avuto difficoltà a riconoscere in lei una donna come loro, nella sostanza. Un lungo excursus storico sulle violenze contro le donne, fatti e commenti sulla deprivazione di diritti delle donne nel mondo. E ovviamente poi anche il tema della prostituzione. Più volte è stata interrotta da applausi a scena aperta e soprattutto la sensazione che il pubblico femminile non percepisse la minima distanza fra lei, transgender, e loro, donne nate tali. Forse proprio a causa di questa bella novità che però si manifestava verso una persona nota, in qualche modo famosa, e a causa del tempo a disposizione per la sala che scarseggiava, il mio intervento (tagliato del 90% per dare spazio ad altre persone rispetto agli appunti che avevo preso) si è fondamentalmente basato sui temi che a me stanno più a cuore. Ho scelto di non parlare dell'epifenomeno prostituzione (sul quale peraltro avrei avuto da dire), ma delle origini che a mio parere hanno determinato tutte le discriminazioni contro le donne: il maschilismo, la cultura maschilista.

L'intervento di Mirella Izzo
E mi sono soffermata sul rischio di un maschilismo inconsapevole introiettato da parte di una certa quantità di donne "vendute" inconsapevolmente (o per stato di necessità.. si deve pur mangiare) alle logiche di una economia scritta al maschile e quindi assorbite ai valori della concorrenza e dell'emarginazione, del denaro come metro di valutazione del valore di una persona, rispetto al valore dell'inclusione e del "taking care", che appartengono storicamente, culturalmente e forse anche fisicamente, alle donne.
nfine mi sono permessa di appellarmi affinché tutte le donne presenti comprendessero l'importanza dell'apporto transgender (specie MtF, ma non solo) alle cause della donna. Proprio le nostre "differenze" sono un patrimonio strategico a disposizione del movimento femminista ed anche lesbico. Non sia solo la pur bravissima Luxuria ad essere considerata "pari", ma che cadano tanti separatismi ancora presenti sia in ambito femminista, sia in quello lesbico, verso le persone come me e Luxuria. Noi siamo una risorsa e non spie maschili. Semmai lo siamo state quando vivevamo, costrette dalla biologia, a vivere da "maschi" fra "maschi". Là siamo state, nostro malgrado, agenti femminili in "copertura" e la copertura era l'apparenza maschile dei nostri corpi. Mentirei se non dicessi che anche il mio intervento ha ricevuto molti applausi.
Un otto marzo delle donne, a Genova, in cui, forse per la prima volta, l'apporto di donne transgender è stato trainante nell'elaborazione del senso di questa giornata, del senso identitario di donne.
Un enorme ringraziamento va anche alle donne associate in Usciamo dal Silenzio che coraggiosamente hanno fatto una scelta che poche altre avrebbero fatto, sia per il tema trattato, sia per la scelta degli ospiti. Una bella esperienza di vita, un bel momento politico, un bel ricordo da conservare nel cuore.
Mirella Izzo
presidente AzioneTrans
Genova, 9 marzo 2008