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giovedì 28 luglio 2011

LEGGE OMOTRANSFOBIA BOCCIATA: NON E' CAMBIATO NIENTE


E' davvero triste vedere lo spettacolo di un intero movimento LGBT impegnarsi in una battaglia persa per una leggina che ben poco avrebbe inciso nella vita reale e quotidiana del 99% delle persone gay, lesbiche, trans.
Certo vi era un valore simbolico ma neppure questo valore simbolico è passato.
E poi non ci si batte con tanta foga per un valore simbolico dimenticando le vere esigenze di un popolo (LGBT).

mercoledì 2 settembre 2009

MENO DIRITTI = AUTORIDUZIONE DEI DOVERI - Lettera aperta al Movimento sulle violenze omotransfobiche

LETTERA APERTA AL MOVIMENTO

VIOLENZA OMOLESBOTRANSFOBICA A ROMA ED IN MOLTE ALTRE PARTI D'ITALIA: LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA NON BASTANO PIU'
"meno diritti = autoriduzione dei doveri"

Crisalide AzioneTrans, nel dare indicazione ai propri iscritti e simpatizzanti di partecipare alla manifestazione di questa sera alle ore 22.00 a Roma, nella "Gay Street (via San Giovanni in Laterano) ed ad eventuali successive manifestazioni organizzate dal movimento LGBT, coglie l'occasione per ricordare ancora una volta che - secondo la propria opinione - le mere manifestazioni di piazza non sono più uno strumento efficace di lotta per l'ottenimento dei diritti delle persone LGBTQI, per la tutela della libertà di espressione della propria identità di genere ed orientamento sessuale, per la promozione della qualità di vita delle persone che fanno riferimento al nostro movimento.

E' noto a tutti come sia il Pride a Roma sia il Pride Nazionale di Genova di questo 2009 siano stati oscurati dai media nonostante la massiccia partecipazione popolare ad entrambe le manifestazioni. E' altrettanto noto che in questi ultimi mesi, settimane e giorni, lavoratori a rischio del proprio posto di lavoro, cittadini (ed extracomunitari) sfrattati da alloggi occupati per necessità, siano stati in grado di attirare l'attenzione dei "media" e quindi dei cittadini italiani (che se non vengono messi a conoscenza dei fatti non possono neppure essere accusati di disinteresse) sui loro specifici problemi, attraverso atti dimostrativi più o meno eclatanti (arrampicandosi sul Colosseo o su altre strutture monumentali della Capitale, occupando stazioni e binari, attuando scioperi della fame, ecc.)

Se il diritto al lavoro ed alla casa sono diritti costituzionali, altrettanto si dovrebbe dire del godimento della libertà ad esistere e ad esprimersi secondo propria attitudine. Diritto variamente negato - in diversa misura e tipologia - a gay, lesbiche, transgender, intersessuati. Una carenza di diritti civili elementari, sancita per legge (o per assenza delle stesse), inaccettabile in una democrazia occidentale, in un paese che si dichiara libero e che è governato da un partito che, nel nome, inneggia alla libertà come valore fondante della natura umana.

A cosa ci riferiamo:

- Omosessuali e talvolta Transgender ed intersessuati non hanno diritto al riconoscimento legale e civile delle proprie unioni affettive (matrimonio);
- Le persone Transgender non godono del diritto
elementare ad esprimere la propria Identità (di Genere) sentita, se non a condizioni aprioristiche, ideologiche e, per molti, vessatorie;
- Alle persone che nascono intersessuate viene negato persino - fin dalla nascita - il diritto a sviluppare la propria identità personale a causa di arbitrari interventi di chirurgia genitale e attribuzione all'uno o l'altro sesso ben prima che si possa sviluppare una coscienza di sé e, di conseguenza, anche una identità reale e sentita.
- Per Omosessuali e Transgender non vengono applicate le norme sulle pari opportunità fra i sessi nel mondo del lavoro, seppur esplicitamente previste dal Parlamento e dalle Corti Europee. Lo Stato non ha ovviamente mai neppure immaginato le - anch'esse previste - "azioni positive" per facilitare le "pari opportunità" per le persone LGBTQI.
Alle persone Transgender, costrette a vivere con documenti discordanti per tutta la vita, viene negato, alla radice, il diritto alla privacy per dati estremamente sensibili come quelli relativi all'identità, al sesso, alla salute.

Come se non bastassero questi fatti oggettivi di carenza di diritti, attraverso la scusa della "sicurezza" dei cittadini, l'attuale governo ha avviato azioni che spingono alla diffidenza e all'odio verso qualsiasi differenza (o diversità, termine che non amiamo ma di più facile comprensione).
I risultati non sono tardati ad arrivare: dai respingimenti fino alla mancata assistenza in mare dei profughi, dalla supposta e falsa dichiarazione di innaturalità delle relazioni omosessuali e delle varianti delle identità di genere alle violenze che normalmente conseguono a prese di posizione di tal fatta. Così come i nazisti ci hanno messo anni a diffondere - attraverso una sistematica campagna d'odio - la diffidenza verso gli ebrei, per poterne poi organizzare lo sterminio con l'accondiscendenza della maggior parte della popolazione tedesca, altrettanto, il Governo - con l'aiuto delle gerarchie Vaticane - sta preparando il terreno per infondere nella popolazione la diffidenza e - nelle teste calde - l'odio, verso le persone LGBTQI (e non solo LGBTQI, ma anche immigrati ed altri soggetti resideboli)

L'aumento della violenza è un segno inequivocabile di questo processo: la carenza di diritti di qualsiasi comunità, da sempre, è un elemento fondamentale per scatenarle contro l'odio diffuso.

Crisalide AzioneTrans ritiene pertanto insufficiente l'organizzazione di manifestazioni di piazza come reazione del movimento LGBTQI Italiano a quanto sta accadendo. Aderisce alle manifestazioni con la speranza che siano fondamentalmente il luogo in cui diffondere la disubbidienza civile secondo lo slogan "Meno diritti = meno doveri".

Fino a che le persone LGBTQI non avranno raggiunto una parità assoluta nel godimento di elementari diritti civili con il resto della popolazione, non si vede motivo per cui i doveri dovrebbero invece essere uguali per tutti.

Crisalide AzioneTrans pertanto invita tutte le Associazioni e le persone LGBTQI non aderenti all'associazionismo ma che davvero sentono il peso della discriminazione e dell'insicurezza sulla propria pelle, ad assumersi responsabilità collettive ed individuali nell'immaginare azioni non violente di disubbidienza civile, di autoriduzione dei doveri fiscali, di atti dimostrativi che possano anche mettere a repentaglio salute e vita di chi volontariamente deciderà forme di lotta e resistenza passiva, quali scioperi della fame, della sete, dell'assunzione di farmaci, e quant'altro ognuno, per la sua parte, vorrà "mettere in gioco" per la causa. Chiede che il Movimento si faccia carico e promuova, coordini o tuteli forme di lotta più incisive rispetto alle sole manifestazioni di piazza che vengono spesso dimenticate il giorno stesso in cui si svolgono.

La presidenza di Crisalide AzioneTrans si dichiara personalmente pronta ad intraprendere forme di lotta e disubbidienza civile organizzata, qualora fosse raccolta l'istanza al movimento LGBTQI italiano di iniziare a pensare e realizzare un piano nazionale di autodifesa dei cittadini LGBTQI, attraverso forme di lotta non violente ma che abbiano in sé la capacità di determinare conseguenze, qualora ignorate.

Auspica che ogni manifestazione che si svolgerà in Italia da oggi in poi - cui Crisalide aderisce, in linea di principio, fin da ora - rappresenti il terreno nel quale condividere e mettere in atto, forme di lotta reali e concrete, che superino (senza cancellarle) i cortei o i "sit in" e le "piattaforme rivendicative". Queste ultime dovrebbero sempre avere un destinatario preciso che, qualora non dovesse rispondere, si assumerà le responsabilità di provocare forme di lotta più marcate e decise.

Noi popolo LGBTQI non dobbiamo vivere nell'insicurezza della nostra incolumità in nome della tutela della sicurezza a favore di un'astratta cittadinanza che "odora" sempre più di "ordine etico" che istiga all'odio delle differenze e che non risponde più al legittimo bisogno di sicurezza che deriva dal corretto rapporto fra diritti, doveri, leggi e applicazioni delle stesse, uguale per tutti i cittadini.

Genova 2 settembre 2009

Mirella Izzo

Crisalide AzioneTrans - Genova

Mirella Izzo
Presidente


giovedì 19 febbraio 2009

LUCA ERA TRANS, non Gay!

Finalmente, come tutti, ho avuto modo di ascoltare la canzone di Povia Luca era Gay, tanto contestata dal movimento LGBT italiano.
Per quanto mi riguarda - e l'ho
già espresso altrove - era fondamentale conoscere il testo della canzone, prima di potere esprimere un giudizio di merito.
Che un Luca qualsiasi possa essersi creduto gay per una cattiva analisi di se stesso, è un fatto possibile e che accade, sebbene con una percentuale molto più bassa del percorso opposto, ovvero di un Luca etero che scopre di essere gay.
Non per ragioni biologiche ma sociologiche.
La pressione sociale esterna è, fin dal primo vagito, molto chiara e netta, per ogni essere umano: «se sei maschio ti piacciono le femmine e se sei femmina ti piacciono i maschi».
Questa è la norma che viene insegnata e che viene anche indirettamente considerata l'unica possibilità (basti pensare ai libri, agli spot, ai film, ecc.).
E' quindi più facile che una persona si indirizzi inizialmente verso quella che viene considerata "normalità", piuttosto che affrontare tutti i casini del dichiararsi gay o lesbica, piuttosto che affrontare, solo per seguire la propria natura, un declassamento di diritti civili notevole, in Italia.
Di fatto ci sono tanti Luca e tante Lucie che ad un certo punto della loro vita mollano il condizionamento e seguono la propria Voce Interiore. Talvolta capita il contrario.
Se questa fosse stata la storia raccontata da Povia, non ci sarebbe stato nulla da ridire e soprattutto nulla da manifestare. AzioneTrans, l'associazione che ho fondato, non ha infatti aderito alla manifestazione prima di avere i testi sottomano. Il rischio era di far casino per nulla e di diventare noi "repressivi" della libera espressione artistica.
La storia di Luca poteva e aveva il diritto di essere raccontata come quella di tanti altri Luca che hanno fatto il percorso contrario. Ma se a Povia piaceva raccontare quella storia, nessuno avrebbe avuto il diritto di contestarglielo.

Dopo avere però letto e sentito i testi di Luca era Gay, davvero qualcosa non funziona. Davvero non è una "storia personale" ma ripropone uno stereotipo molto diffuso fino a qualche anno fa in ambito psicologico e che ora è stato abbandonato perché non ha trovato riscontri nella realtà: "padre assente e madre assillante" producono figli che più probabilmente diventeranno.... gay? A dire il vero no, l'ipotesi era prevalentemente riservata a noi trans. Insomma "padre assente e madre iperprotettiva = figlio (maschio) che diventa trans (che transiziona da maschio a femmina).
La storia raccontata da Povia avrebbe quindi dovuto produrre un Luca era Trans, perché la teoria - ormai abbandonata - che propone Povia era quella.
E' vero - bisogna ammetterlo - da quando si è dimostrata sbagliata per noi trans (troppe trans non avevano quella situazione familiare alle spalle), hanno provato a riciclarla con gli omosessuali.
Un riciclo di una teoria che funziona per una percentuale inferiore al 50%, non è considerabile scientifica. Molti, troppi etero con identità di genere chiaramente maschile, hanno avuto padri assenti e madri oppressive, perché questa storia fosse significativa, esemplare.
Riproporre LE MOTIVAZIONI per cui Luca si sarebbe sbagliato e si era pensato Gay, attingendo ad un'ipotesi psicologica abbandonata, è il punto critico della canzone di Povia.
Perché? Perché ideologicamente propone che l'omosessualità sia figlia di disagi familiari, quindi una "opzione" non naturale ma indotta da particolari condizioni negative subite nell'infanzia. Il passo da questa ipotesi alla "patologizzazione" dell'omosessualità, è breve, anzi ci siamo già dentro.
E questo contrasta con la scienza ufficiale, con la medicina moderna, con le disposizioni dell'OMS che chiariscono inequivocabilmente che l'omosessualità è una variante umana naturale e non una risposta ad un disagio subito (e lo stabiliscono dopo tanti studi non per benevolenza verso la stupidamente presunta "lobby gay"... Magari ci fosse!).
Diverso è per la transessualità, ancora oggi considerata patologica e psichiatrica. Per noi, ogni scienziato pazzo può proporre la sua ipotesi, senza che lo si possa condannare più di tanto.
Quindi Povia doveva cantare LUCA ERA TRANS per potere poi difendere i suoi testi che rappresentano una condizione figlia di un disagio, di un disturbo (noi siamo considerate e considerati sofferenti di Disturbo dell'Identità di Genere).
Ed il 2009, poteva anche essere l'ultima occasione per farlo, perché sembra proprio che dall'anno prossimo, anche la condizione transgender verrà diversamente inquadrata e non potrà essere più considerata un disagio personale, ma semmai un disagio sociale di deprivazione della propria naturale indole (secondo le voci che stanno uscendo riguardo il prossimo venturo DSM V, manuale diagnostico mondiale per le patologie psichiatriche).
Quindi, oggi, dopo avere letto i testi, posso finalmente dire quel che altri già sospettavano, che anche io sospettavo, ma di cui non avevo prova.
Luca era gay è una canzone ideologica che, dietro una storia personale, in realtà nasconde la spiegazione sul perché si diventa gay ed anche l'informazione che si può guarire. Lo spiega con teorie superate e applicate per le persone trans da maschio a femmina soltanto (perché per chi transiziona da Femmina a Maschio, la teoria, ovviamente, inverte i termini dei fattori: padre materno e madre assente).
In ambito trans è reale che una certa percentuale di noi ha avuto alle spalle una situazione familiare di questo genere, ma non ha che sporadici riscontri in ambito gay/lesbico. Tanto sporadici da essere considerati casuali perché accade anche a tante/i etero, di avere una situazione familiare di questo genere.
Se poi si pensa all'industrializzazione e all'aumento vertiginoso dei "padri assenti", si dovrebbe assistere, secondo la teoria, ad un aumento vertiginoso di gay (o meglio di trans), mentre la percentuale resta stabile da quando ha iniziato ad essere studiata.
Semmai è l'assenza di oppressione a rendere più visibile la % di persone gay o lesbiche.
Per le trans, invece, la percentuale si eleva, per cui la teoria ha qualcosa di possibilmente vero come concausa fra tante. Perché una teoria sia scientifica bisogna raggiungere percentuali molto elevate di casi che seguono la teoria. Persino quei genetisti che avrebbero trovato una particolare sequenza di DNA che si ripete, solo nelle persone trans studiate, si guardano bene dal generalizzare quella scoperta, come "marker" della transessualità.
In psicologia - spiace dirlo - c'è molta meno serietà ed ogni giorno qualcuno si sveglia per spiegare "il mondo" secondo propri stereotipi spacciati per "modelli".
Questo è anche il caso di Povia. Sgradevole e per di più sbagliato nella mira: LUCA ERA TRANS e non gay. Posso affermare di avere io stessa "fermato" dall'idea della transizione sessuale, decine di persone che proiettavano sul "cambio di sesso" problematiche totalmente diverse. Tra "pari" non c'è bisogno di generalizzazioni. Si riconoscono facilmente le "proiezioni" dai desideri intimi profondi. Contemporaneamente ho visto tante trans con situazioni famigliari simili a quelle descritte da Povia. Una buona metà, diciamo. Il punto è che anche quelle persone con quella situazione familiare, non sono affatto più propense a cambiare idea, a "guarire".
Ed anche i propugnatori di quella tesi psicologica del "padre assente", e pubblicizzata per la transessualità e non per l'omosessualità, hanno sempre dichiarato che quella situazione familiare rappresenta un "imprinting" che, come tale, non guarisce.
Per queste ragioni, oggi, mi sento di dare il mio sostegno personale, alla Manifestazione "Se m'innamoro" di sabato 21 febbraio, alle 15.00 a SanRemo, indetta da Arcigay, ArciLesbica, Famiglie Arcobaleno e non so quali altre associazioni.
Mirella Izzo
Genova 19 febbraio 2009

mercoledì 28 maggio 2008

DOGS OF WAR

DOGS OF WAR
Il "Popolo" delle Libertà, la "Lega" ed il Vaticano hanno scatenato i loro cani da guerra con una campagna elettorale fondata sulla paura del "diverso".
Ora li fermino o, inevitabilmente, guerra sarà

La lista si allunga ogni giorno: incendi a campi nomadi, aggressioni a militanti del movimento LGBT, aggressioni nelle Università. Tutti episodi che si stanno centuplicando dopo la vittoria elettorale del Centro Destra, in particolar modo a Roma, ma non solo. Non i "fascisti" ma tutto il PDL e la Lega Nord hanno vinto le elezioni fondando la loro campagna elettorale sull'istigazione alla violenza contro "i diversi" in nome di una sicurezza sociale che non era poi così grave (se non in quei quartieri creati ad arte per determinare un degrado che istiga alla lotta fra poveri). La paventata insicurezza del "popolo italiano" (se avessero perso le elezioni) si è trasformata in una violenza di "quel popolo italiano" cui si sono rivolti, contro chiunque ne sia fuori: perché è Rom, perché è gay, perché semplicemente è di altro colore politico, di sinistra. Esempi non a caso ma che fanno riferimento agli ultimi tre fatti di cronaca che ricordo... e tutti e tre accaduti a Roma, dove vi è un sindaco con un passato dichiarato in formazioni politiche post fasciste.
Ma sarei una sciocca a pensare che il problema siano i neofascisti. Dopo l'incendio al camp nomadi, Sky Tg 24 ha intervistato ragazzi fuori da un normalissimo bar, chiedendo loro cosa pensassero dell'accaduto. Le risposte sono state agghiaccianti e solo in una Italia dove ormai il diritto è un optional, non hanno avuto conseguenze. I tre bellimbusti infatti hanno apertamente (ovviamente a viso scoperto) detto che loro i Rom li avrebbero ammazzati, che bruciare il campo non era sufficiente. Balordaggini adolescenziali? Non direi. Poco lontano c'era "il popolo", la gente... e nessuno è intervenuto a contestarli... E che io sappia, nessun giudice è intervenuto a sequestrare l'intervista per identificare gli intervistati al fine di contestare loro almeno l'apologia di reato (di omicidio, anzi di sterminio razziale).
Allora le buone intenzioni di Alemanno, dopo l'incontro con le Ass.ni LGBT (buone presupponendo il suo punto di vista di partenza sulla questione e non in termini assoluti), diventano aria fritta se prima lui e tutti gli altri che comandano questo Popolo delle Libertà di Uccidere (PDLU), non fermano i "cani da guerra" che hanno scatenato. Volontariaente o meno, ben poco importa. E non c'è solo il PDL... ben più pericolose si dimostreranno presto le parole leghiste, ormai colme di significati che portano quel partito ad assomigliare sempre più al nazionalsocialismo di Hitleriana memoria. Il riferimento è volutamente fatto al nazismo e non al fascismo italiano perché ideologicamente è là che sta scavando la "Lega Nord", in quegli istinti infernali xenofobi, omofobi, transfobici eterosessisti e persino sessiti contro i diritti delle donne (a meno che non abbiano le tette grandi e "facciano sangue" agli ometti celoduristi... allora possono godere di favori... magari anche di incarichi governativi... ma che siano gnocche, sia chiaro!).
Leghisti, ex "missini", "azzurri"... stanno tutti insieme e tutti insieme hanno scatenato i loro cani da guerra contro ogni diversità.
Se prima l'Italia era un paese in cui i crimini contro la persona stavano diminuendo, continuando così, torneranno rapidamente ad aumentare. Certo aumenteranno le violenze contro Rom, neri, gay, lesbiche, trans, diversamente abili, "sinistresi" e si ridurranno quelli contro i gioiellieri et similia cui presto sarà data la licenza di stato ad uccidere chi mettesse a rischio i loro beni.
Perché i beni di un gioielliere (mi riferisco a loro perché la cronaca li ha visti protagonisti, ma si può allargare il discorso ad ogni "proprietario" di qualcosa... quindi a tutte le "persone perbene") valgono di più della vita di una trans o di un gay. Questo ci deve essere chiaro e deve essere chiaro a chi oggi governa l'Italia. Devono aprire gli occhi e capire che il popolo che hanno scatenato è molto più avanti di loro nella sete di sangue del diverso.
Peraltro l'Italia, mi chiedo, si sarebbe mai sollevata dall'essere un branco di pecore sotto Mussolini se questi non avesse portato il paese alla guerra? E, a parte trent'anni di post fascismo vissuti sulla pelle, prima e dopo, quanto il nostro popolo è stato amante della civiltà, dei diritti, della libertà (quella vera)?
Mezza italia è stata centinaia di anni sotto il governo papalino e borbonico.... e le piazze si riempivano di folla esaltata, solo per le esecuzioni degli eretici (e noi ricordiamocelo che siamo i nuovi eretici che mettono in discussione non la piattezza della terra, ma l'ordine naturale che divide la razza divina in maschi e femmine che si accoppiano fra loro!)
Il popolo italiano è unico al mondo nel farsi governare anche oggi da uno Stato straniero che ormai parla solo in termini politici rivolti alla sola italia (eppure il Vaticano dovrebbe occuparsi, in quanto "Stato Etico e Religioso", di tutto il pianeta). Invece quasi solo le leggi italiane vengono analizzate, criticate e solo per esse vengono posti veti che né partiti, né "popolo/branco" si sognano di mettere in discussione. La 194 (legge che regola l'aborto) ha bisogno di un "tagliando" tuonano dal Vaticano. E le leggi inglesi, spagnole, francesi, statunitensi. ecc.? Non importano al Vaticano. Del resto è comprensibile: gli altri "popoli" - persino quelli cattolici - farebbero (e fanno) delle gran "leve" a chi si permettesse di intervenire nella gestione della vita pubblica di uno Stato. Noi no, noi obbediamo. E dato che anche il Vaticano non si sogna mai di condannare le violenze contro gay, lesbiche e trans, anche loro hanno la responsabilità di avere scatenato i loro "cani da guerra" (in questo caso "Cani da GuerraSanta" e quindi peggiori ancora). Ci facciamo governare da uno stato dittatoriale e nessuno si pone il problema... si perché il Vaticano non è certo uno stato democratico... Non avrebbe neppure un requisito per entrare nella UE e non so come abbia fatto ad entrare nell'ONU.. o meglio.. lo si sa bene...
La percentuale di italiani che si ribella a tutto ciò, se guardiamo alle ultime elezioni, è ridicolmente bassa. Nè i partiti di ispirazione socialista, né quelli di ispirazione liberale (radicali, liberal) hanno consenso (non è certo un caso che un Pannella abbia acccettato di ingoiare il boccone amaro del PD... Sapeva che altrimenti sarebbero spariti in uno zero virgola ben poco)...
Mi si dirà: ma come... tu e l'Associazione che presiedi, blaterate di equidistanza, di non posizionamento politico; vi rapportate ai neofascisti come con i "compagni"... Di che ti lamenti ora, di che vi lamentate!
E forse è vero che facciamo fatica a far capire la nostra posizione. Del resto siamo il popolo (fra le tante cose) degli schieramenti... Se non ti schieri, se non scegli il colore, sei qualunquista o di fatto, fascista. Sembra impossibile far passare un fatto estremamente semplice: noi abbiamo un "colore" che è dettato dal nostro Statuto che ad esempio recita:
AzioneTrans è un’organizzazione democratica, apartitica, non violenta, ecologista, antirazzista, antitotalitaria, libertaria, transfemminista e per l’affermazione di un “uomo nuovo” liberato dai condizionamenti di supremazia e dominio maschilista. Ha inoltre lo scopo di opporsi dialetticamente e democraticamente contro i seguenti atteggiamenti: maschilismo, sessismo, eterosessismo, genderismo, transfobia, omofobia, a-bi-pan-sessuofobia, ed ogni sorta di separatismo derivante da condizioni di “genere” e/o “orientamento sessuale”.
AzioneTrans persegue finalità di solidarietà sociale, supporto e socializzazione nei confronti delle persone T* ed I* e di informazione nei confronti di terzi al fine di fornire una migliore e realistica conoscenza della realtà T* ed I* e difenderne dignità, diritti ed esigenze.
Ci pare chiara la nostra collocazione. A chi no? Allora questo significa essere contro a priori o guardare i fatti e giudicarli?
Ogg i fatti a noi appaiono pericolosi. Credo che i cani da guerra si siano liberati dalle catene e sono proprio tanti. Tanti quelli che vedrebbero volentieri sterminate famiglie di Rom pur di non averli nel quartiere, padri che odiano i loro figli gay o trans o lesbiche e che in qualche caso arrivano a pugnalarli e in moltissimi altri "semplicemente" a ripudiarli.
Allora cari governanti di Centro Destra. Noi siamo pronti a dialogare su ogni cosa, ma prima di ogni altra, fermate i vostri cani da guerra, perché non esiste guerra che non determini due fronti che si scontrano. E di certo non possiamo stare a guardare ancora per molto e contare ogni giorno le "nostre persone" minacciate, pestate o uccise. Non siamo e non vogliamo essere né le vittime, né i becchini dei vostri Cani da Guerra.

Mirella Izzo
presidente AzioneTrans
Genova, 28 maggio 2008

P.S: Dogs of War (Cani da Guerra) è una canzone dei Pink Floyd i cui testi possono essere letti alla pagina: http://www.riflessioni.it/testi_canzoni/pink_floyd_2.htm