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mercoledì 2 gennaio 2013

FEMMINISTE O IGNAVE?

FEMMINISTE O IGNAVE?

...TRA INDIA E ITALIA...

davvero?
 
Stamattina su RaiNews 24 hanno intervistato una nota femminista italiana sui recenti fatti di violenze contro le donne in India.
Sappiamo tutt* che la condizione dei diritti della donna in India sono tra i più bassi al mondo, tra i paesi non a prevalenza islamica.
Sappiamo dei matrimoni combinati, sappiamo che fuori dalle metropoli ci si aspetta che se muore un marito, la moglie si dia fuoco per rispetto della memoria dell'uomo e "inezie" varie.
Ora accade che in India succeda quel miracolo che ogni tanto, nella storia dell'umanità, si realizza e incendia le masse. Uno dei milioni di abusi sulle donne diventa la goccia che fa traboccare il vaso.


Questa ragazza stuprata alla morte su un autobus crea uno sdegno da far rivoltare non solo le donne, ma persino una buona parte di uomini (a occhio i più giovani, nei filmati che arrivano, ma non solo loro). Lo stupro e il donnicidio (continuo a ripetere che femminicidio è etimologicamente errato... ci sono femmine tra tutti gli animali e quelle le ammazziamo senza rimorsi e alcune le mangiamo leccandoci le dita) sembra che in India faccia schifo ad una buona parte della società.
Tre giorni di manifestazioni e il governo indiano ha già istituito un tribunale speciale solo per questi casi, rapido e burocraticamente snello. Si parla anche di una legge equiparabile alle nostre, riguardanti le donne. Già ora i tribunali sono attivi.
Cosa dice in tv la nota scrittrice femminista? Che noi possiamo direttamente fare poco per le donne indiane ma dobbiamo far sentire al massimo la nostra solidarietà. Qualcosa di male? Ma per niente!! E' il minimo, non il massimo, che si possa fare, però va bene.
E' che mi aspettavo (mi si scusi per il linguaggio scurrile e di derivazione maschile che segue) una C. DI PAROLA che dicesse qualcosa tipo: «in Italia, con il numero di femminicidi (sic!), sopra ogni media europea e occidentale, dovremmo fare come in India. Donne in primis e gli uomini che ci stanno a manifestare e imparare quel che ora ci stanno insegnando le Indiane e gli Indiani." Incendiare le piazze per porre fine a questo scandalo, per chiedere aggravi di pene» (ecco a proposito di "pene", magari una bella castrazione? Garantisco personalmente che si può vivere comunque bene).
Invece? Niente? Parole snob di chi crede di aver superato ogni problema e di pelosa solidarietà verso le "povere indiane". Esattamente come chi fa la carità per chi muore di fame, suggestionat* dalle immagini di bambini morenti.
Noi evolute che solidarizziamo con il "terzo mondo" dei diritti.
Sia chiaro, vedo - e bene - la differenza di diritti scritti per le donne tra Italia e India.... già la vista si appanna un po' se parliamo di diritti reali, magari nel sud o anche nel nord, fuori dalle aree metropolitane.
Ma come facciamo a vedere la ribellione delle donne Indiane come qualcosa di a noi straniero?
 
Non passa un giorno che sia uno che una donna non sia uccisa da uomini (se poi aggiungiamo la minoranza trans da maschio a donna, si peggiora ancora) e ci permettiamo di fare gli auguri alle indiane?
 
Il movimento femminista vuol vivere di rendita su una manifestazione ormai un po' vecchiotta, seppur fantastica, come il "se non ora quando"?
E "ora"? L'ora del "se non ora quando" è un presente eterno. E' sempre "ora", non solo allora.
Insomma: mi vergogno per l'incapacità di noi donne italiane di mobilitarci contro il cosiddetto "femminicidio" che è come un rubinetto che perde.
Ogni giorno una o più gocce...
A fine di ogni anno ci stupiamo perché ogni "vaso è già traboccato da mò..." Invece "parole parole parole"... come le mie peraltro. Ma io quasi non esco più di casa e le mie battaglie le ho fatte, per le donne (e gli uomini) transgender, ma le ho fatte. Chi è sana e ha 20-50 anni che fa?
A parte che contro i donnicidi forse mi trascinerei in piazza pure io... e se dovessi fare tale sforzo, non ci andrei solo per cantare slogan....
Amen e, as usual, IMHO.
Mirella Izzo
Genova lì 2 gennaio 2013
 

4 commenti:

Barbara X ha detto...

Un articolo molto bello che pone l'accento sulla questione degli/delle inferiori nella nostra "civiltà". In particolare ho molto apprezzato il consiglio di usare "donnicidio" anziché "femminicidio": ogni accenno antispecista è per me come un raggio di sole.

Mirella Izzo ha detto...

Ciao Barbara X, grazie del commento. Forse in questo caso "donnicidio" è specista perché ci si riferisce alle "femmine umane" uccise dai "maschi umani". Con gli anima(li), di norma siamo ben poco sessisti, nel senso che li torturiamo, ammazziamo e mangiamo senza curarci troppo del loro sex and gender (salvo qualche rara eccezione dovuta al gusto delle carni e non certo a questioni etiche). Il Donnicidio è una specifica delle "grandi scimmie" e in particolare dell'uomo che ne è il rappresentante più """""evoluto""""" Anche altri animali maschi praticano il (questa volta si) femminicidio, specie tra i pesci e specie nel periodo immediatamente successivo all'atto sessuale. In questo senso è vero che è proprio il testosterone a rendere tutti i maschi più aggressivi delle femmine e talvolta questa aggressività si rivolge proprio contro le femmine che hanno accolto il loro sperma per la riproduzione della specie. C'è però una profonda differenza tra i donnicidi umani e i femminicidi anima(li), secondo me. Anzi più differenze: il senso di proprietà della propria donna e la premeditazione, spesso lunga mesi o anni e preceduta da stalking e molestie d'ogni sorta. Però noi donne, nate tali e non, dovremmo davvero fare qualcosa di diverso e di "di più" contro i donnicidi, di qualche manifestazione d'intenti e di piazza. E' una realtà vomitevole così diffusa nel nostro paese (tra quelli "occidentali") da avvicinarsi a paesi nelle cui culture (sub)umane, la donna è considerata meno degli anima(li) o allo stesso rango. Ripeto: vomitevole, repellente.
Non ho problemi a dire che nel caso di violenze sessuali o donnicidi a carattere sessuale io sono favorevolissima alla castrazione del maschio (non chimica che si può interrompere e tutto torna come e più di prima). Vorrà dire che invece dei testicoli di Toro, potrei fare un'eccezione al vegetarianesimo e gustarmi qualche palla di stronzo (vabbè esagero per rendere l'idea del disgusto che provo verso questi homo sapiens. A proposito, perché "homo"? E perché "omi"cidio e "femmini"cidio"? omicidio = uomini maschi, donnicidio = esseri umani femmine. O no? Grazie ancora. Mirella

Anonimo ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te, Mirella! Il problema del donnicidio e della violenza maschile contro le donne è enorme anche in Italia, e la mancanza di indignazione popolare (soprattutto maschile) per tale problema è vomitevole.
Luca Mariani

Trans Torino ha detto...

Sono d'accordo, ci diamo tanto l'aria di paese evoluto, ma di evoluto non abbiamo proprio nulla...