Autobiografia 1959 - 2000
DISCLAIMER
L'autobiografia, per il 1999 è stata scritta alla fine di quello stesso anno, con alcune revisioni effettuate nel 2006 (in rosso) in attesa di una rivisitazione attualizzata (e c'è proprio molto da attualizzare!)
Volli racontare la mia esperienza personale riguardo la mia "Identità di Genere", la mia infanzia, la mia transizione. Molte delle cose immaginate o progettate in queste pagine non sono poi accadute. La vita ci sorprende sempre, nel bene e nel male.
Se la mia vita precedente alla transizione - autobiograficamente piena zeppa di eventi, storie ai limiti del verosimile - non ha una grande essenza da raccontare, gli anni dal 1998 ad oggi - pur con minor numero di "accadimenti" - possiedono una profondità che richiede un po' di tempo per essere raccontata degnamente.
L'autobiografia per l'anno 2001 è invece stata "ricostruita" a memoria, nel 2006
Il tempo: giusto quello che faccio molta fatica a trovare proprio a causa di quanto avvenuto dal 2000 ad oggi, ovvero il non raccontato.
Prima o poi, spero di terminare il lavoro, attualizzandolo di tanto in tanto.
Autobiografia 1999 (revisionata in rosso, marzo 2006)
INFANZIA
"Fin dall'infanzia amavo sentirmi una bambina e vestivo gli abiti di mia madre…." …No.. non funziona… sebbene così – più o meno – inizino le biografie di quasi tutte le amiche e sorelle sul web… questa NON è la mia storia… Mentirei a me stessa e a voi…
In realtà io sono stata un bambino ultrasensibile, magrolino (stuzzicadenti, mi chiamavano), di intelligenza precoce (imparai a parlare e a leggere con largo anticipo sulla media – ebbi invece qualche difficoltà in più nell'essere a mio agio nel deambulare, il che è tipico del diverso sviluppo cerebrale femminile rispetto a quello maschile più rapido nell'apprendere "il movimento") e soprattutto molto fragile… In me – è vero - non erano presenti già allora quelle tipiche caratteristiche maschili che differenziano i maschietti dalle femminucce… Non avevo forza fisica, odiavo l'imporsi violento (le tipiche scazzottate tra bambini), ero un bambino molto assennato, odiavo tutti i giochi aggressivi e le torture agli animaletti (tagliare le code alle lucertole per es.) che molti miei coetanei praticavano con piacere per conoscere ed esplorare il mondo circostante.
Ero invece un bambino LOQUACISSIMO. A scuola, nelle elementari ero molto bravo in italiano e comunque sempre tra i primi della classe… Ero anche molto cagionevole di salute e soffrivo di violentissime cefalee…
Fino ai 6 – 7 anni di età nei giochi con i coetanei avevo grandi difficoltà… Le tipiche manifestazioni aggressive, spesso violente che animano i giochi d'infanzia maschili mi trovavano impreparato e mi ferivano tantissimo. La competitività poi mi mandava letteralmente in crisi. Io mi rifugiavo spesso, piangendo, dalla mamma… che ovviamente mi lanciava i messaggi tipici che si danno ai bimbi maschi: "cosa sei una femminuccia? Vai e fatti valere!", il tutto spesso accompagnato da uno schiaffo, con il risultato finale di averle "buscate" dai coetanei prima e dalla mamma dopo.
Nonostante tutto questo… io non ricordo di avere mai desiderato in quell'età di essere una bambina… Sentivo il disagio di essere maschio, ne soffrivo ma ero soprattutto un bambino ubbidiente per cui cercavo con tutte le mie forze di accontentare le aspettative dei miei genitori e di costruirmi una identità maschile che – oggi lo so - non avevo, comunque non amavo e che mi costringeva a sforzi innaturali a vere e proprie violenze autoimposte . Ma dato che ero un bimbo molto intelligente ci riuscii… Intorno ai 7 anni la mia famiglia traslocò dal Centro della mia città, verso un quartiere periferico in cui era possibile scendere in strada x giocare… C'era una montagna di bambini e bambine . Tutti insieme a giocare in spiazzi, cortili, strade ed anche qualche prato… Fu in quel periodo che imparai a trasformare le mie debolezze in forza…
Pur essendo il bambino più magrolino e fragile tra gli amichetti della mia compagnia, divenni molto presto il loro leader… La mia capacità affabulatrice, la mia naturale attitudine ad intuire le psicologie degli altri mi fecero sviluppare una buona abilità manipolatrice.
Finalmente riuscivo in qualche modo (ed utilizzando armi tipicamente femminili) ad essere un buon maschietto agli occhi degli altri e ben piazzato nella stima generale e dei miei genitori. Ma quale immane fatica!!
I GIOCHI
Io adoravo il gioco del calcio, ero anche bravino… Neanche a dirlo le mie capacità maggiori erano già allora una buona visione del gioco e precisione nei passaggi… Non mi interessava tanto fare i gol (pentrare?) quanto gli "assist". Godevo nel preparare le cose più che finalizzarle. Giocavo anche con i soldatini, come un bravo bambino… anche se ricordo bene che ciò che mi appassionava non erano tanto le "guerre" le "sparatorie" (che "regolavo" in quattro e quattr'otto) ma gli scenari e le trame che creavo… Mi servivo di cartine geografiche ed immaginavo paesi conquistati e vincenti.. con tutte le conseguenze politiche per la popolazione… le donne e i bambini.. Incredibile per un bimbo di 6-8 anni? Giuro che è vero. Gli scenari dicevo. Ecco gli scenari erano la base di un gioco bellissimo, che mi faceva spesso venire i brividi e che praticavo prevalentemente con un mio cuginetto. Chiamavamo questo gioco "I film" e consisteva nel creare in tempo reale un film.. una storia nella quale a turno interpretavamo tutti i personaggi.. uomini o donne che fossero. Creavamo delle storie bellissime!
Ricordo anche una fantasia che facevo intorno ai 6 anni sempre con mio cugino… Lui faceva la mucca nudo ed io il vitellino che succhiava il latte… ed ovviamente le mammelle a cui mi attaccavano erano in realtà il suo pisello… Mi abbandonavo spesso a questo sogno.. ma non ho mai avuto il coraggio di proporlo e di viverlo.
LA PREADOLESCENZA / LE BAMBINE
Da bambino io fui perdutamente innamorato di una sola fanciulla - Cristina il suo nome - e non fui mai contraccambiato.
Lei era la più bella, la più corteggiata da tutti (e non si "concedeva" mai a nessuno… e per "concedeva" intendo quei giochi fatti di bacini e carezze tipici degli innamoramenti infantili) ma mentre i miei amichetti si consolavano facilmente con girls più disponibili, io mi struggevo d'amore per lei… Lei era il mio ideale di femminilità.. amavo guardarla, starle vicino e segretamente la invidiavo (pur non pensando ancora me al femminile…).
Lei era bella, regale e si muoveva con grazia… Io un maschietto brutto, sgraziato e infelice.
L'ADOLESCENZA / LE RAGAZZE
Ho avuto uno sviluppo piuttosto precoce….
Ricordo che la prima volta che eiaculai fu per caso e mi spaventai moltissimo. Avevo 10 anni, forse qualcosa di meno, Ero a letto e mi toccavo e sentivo caldo e piacere.. ad un certo punto uscì il mio primo sperma e io credetti di avere "rotto qualcosa" dentro… Una paura incredibile.. tanto che volevo andare a dirlo a mia madre… Poi prevalse la vergogna. Ebbi un'adolescenza difficilissima… piena di emicranie e di un disagio costante e inspiegabile a cui non sapevo dare un nome.
Non ricordo felicità in quegli anni. Le ragazze mi piacevano, mi attiravano irresistibilmente ma non ero assolutamente capace di pormi nei loro confronti come di solito le ragazze si aspettano. Ero un ragazzino timido, profondo, assolutamente prematuro rispetto ai miei coetanei ed altrettanto incapace di competere con gli altri maschietti ai loro livelli. Se mi piaceva una ragazza che piaceva anche ad un altro.. beh, per me era finita. Odiavo fare il "galletto", mettermi in mostra, farmi vedere.. Tutte quelle cose che fanno i ragazzi e quindi mi ritiravo di buon ordine. Le mie fantasie non erano quasi mai strettamente sessuali ma romantiche e dolci. Inoltre sognavo di essere io corteggiato, odiando letteralmente ogni sorta di situazione competitiva
Intorno ai 13-14 anni ebbi però una svolta molto importante nella mia vita. Probabilmente il testosterone in circolo iniziò in qualche modo ad agire in me, seppur in modo distorto, alla fine persino "velenoso", intossicante.
Mi ribellai.
Da bimbo mansueto passai in poco tempo ad essere un "ragazzo" ribelle… Sognavo le comuni hippy, l'amore libero, l'abolizione del concetto del possesso e della proprietà privata… Sognavo un mondo ideale dove la competitività fosse bandita… A 14 anni progettavo già di andare a vivere in comune con i miei amici… Ovviamente non realizzai, ma fui l'unico che provò almeno a contattare qualche agenzia immobiliare…
Sempre a 14 anni scoprii il fascino dell'"allargamento dell'area della coscienza" (per dirla alla Gingsberg)… Il primo fumo che entrò nei miei polmoni non fu una sigaretta ma uno "spinello". Intorno ai 15-16 anni provai anche per una decina di volte l'esperienza con LSD.
Scoprii la politica e iniziai a 14 anni la mia prima militanza politica: militanza con gli anarchici. Dopo gli anarchici venne il movimento "underground" e "Re Nudo"… e fu proprio grazie a Re Nudo che mi innamorai perdutamente di quello che allora si chiamava Bhagwan Shree Rajneesh e che ora è conosciuto come Osho (Rajneesh). Volevo a tutti i costi diventare sannyasin (arancione) e andare a Poona in India a trovarlo… ma ero minorenne…
Nel frattempo le mie personali esperienze con le ragazze erano ancora a quota ZERO. Sempre in quegli anni scoprii casualmente l'esistenza del transessualismo attraverso le solite riviste pornografiche… Fu una vera e propria attrazione fatale. Diventai cliente di una transessuale che ero ancora minorenne… Ricordo che lei era molto felice ogni volta che mi vedeva e la terza volta che andai da lei ebbi il mio primo rapporto passivo (su sua richiesta)… Mi piacque molto. Continuai comunque ad avere i miei desideri eterosessuali e a 18 anni ebbi la mia prima ragazza… e fu un mezzo disastro. Per arrivare al mio primo rapporto sessuale completo dovetti aspettare fino ai 20 anni circa.
LA GIOVENTU' / L'ESAURIMENTO
Intorno ai 17 anni caddi in un profondo esaurimento nervoso: sindrome d'allarme e depressione ansiosa la diagnosi. Iniziai ad assumere psicofarmaci. Un neurologo di scarsissimo valore (ma oggi è un Professore stimatissimo con parcelle da 150-200 € a visita) mi curò con psicofarmaci a base di Sulpirirde e benzodiazepinici.
La cosa curiosa è che, di norma, la sulpiride non viene prescritta ai maschietti… Difatti circa un anno dopo l'inizio della terapia ebbi una ginecomastia monolaterale… (mi crebbe una tettina insomma!). Allora, in piena confusione mentale e con ansie che mi impedivano letteralmente di godere di qualsiasi cosa, vissi questa esperienza come in una nebbia sfocata. Ricordo però che ogni tanto guardavo questo piccolo seno (molto dolorante) con una certa tenerezza. In ogni caso, l'esimio psichiatra non mi sospese la cura ma mi fece assumere un prodotto antiprolattinemico. La lotta interiore fra la mia fragilità interiore e la necessità di essere forte e "volitivo" iniziava a diventare significativa dentro di me ed a formare quel mix caratteriale che ancora oggi mi porto dentro. A comprova della mia voglia di prevalere sulle mie debolezze, nel pieno della mia dipendenza farmacologica, a 24 anni riuscii finalmente a prendere il sannyas e divenni discepola di Osho col nome di Swami (prefisso riservato ai maschietti!!) Shanti Prashna (pace attraverso la ricerca).
L'anno successivo addirittura affrontai un viaggio in assoluta solitudine fino in Oregon a Rajneeshpuram a trovarlo.
Tornato dall'Oregon tutto crollò intorno a me… Il mio settennale esaurimento nervoso, tenuto sotto controllo fino ad allora con gli psicofarmaci, crebbe fino al punto di sopraffarmi. Finii ricoverato in una clinica per le malattie nervose…
Nel frattempo avevo conosciuto una ragazza.. La ragazza più "sbagliata" che potessi trovare per me… ma il mio stato di prostrazione e fragilità fece sì che mi ci attaccai fortissimamente.
Nella clinica mi torturarono facendomi letteralmente impazzire o quasi e al settimo giorno scappai via senza uno straccio di terapia.
Ero uno zombie.
Ero uno zombie.
Coltivando l'amore per questa ragazza, iniziai una psicoterapia che mi aiutò un poco. Un anno dopo, nonostante forti conflittualità nel modo di intendere proprio la vita di coppia, mi sposai. Pochi mesi dopo la rottura del cordone ombelicale con mia madre, quasi magicamente, guarii dalla depressione. Abbandonai gli psicofarmaci presi per 7 lunghissimi anni senza quasi accorgermente.. semplicemente iniziando a dimenticarmene. Da allora non sono più ricaduto in una crisi depressiva patologica fino ad anni molto più recenti, durante i quali ho dovuto superare prove che penso avrebbero piegato quasi chiunque.
IL MATRIMONIO / LA NASCITA DI MIRELLA
Fu un disastro. Nulla ci univa. Lei cattolica integralista e di rigida morale, io "arancione" ribelle e "amorale"… Lei diffidente e sospettosa, io un "uomo" aperto e quasi vulnerabile…
Sessualmente ci allontanammo ben presto. Io, da uomo, mi sono sempre stancato presto delle donne dal punto di vista sessuale… Una volta che le "assorbivo" dovevo cercarne altre…
Il mio "vampirismo" nei confronti delle donne era il primo eloquente segnale del mio "problema di genere".
Cercavo le donne non per godere dei loro corpi e della loro personalità ma per introiettarle.
Erano le mie bambole su cui proiettare la mia femminilità (esattamente quello che fanno le bambine giocando).
Cercavo sempre di convincerle a vestire, truccarsi e comportarsi secondo il mio modello di femminilità e barattavo sempre molto volentieri il mio poterle agire come avrei voluto agire me, con la gestione della mia mascolinità che ben volentieri adeguavo al desiderio della mia compagna, non avendone una "mia propria".
La mia innata capacità di comprendere l'intimo femminile mi portava regolarmente ad un discreto succcesso iniziale con le donne le quali regolarmente, agli inizi del rapporto, mi dicevano frasi del tipo "non ho mai incontrato un uomo come te, che sa capirmi così intimamente".
Questa situazione cambiava però nel tempo e ciò che prima era vissuto come un pregio, presto o tardi diventava un difetto. Regolarmente venivo alla fine lasciato con frasi che mi facevano capire quanto il mio comprenderle a fondo, fosse alla fine un difetto, perché in qualche modo la mia femminilità psicologica metteva in crisi la loro (in fin dei conti ero io la persona bugiarda, loro erano donne etero che cercavano un uomo, un "differente da sé" non solo fisico, ma anche psicologico).
Inoltre la mia capacità di "vampirizzarle" proiettando su di loro la "mia" femminilità risultava insopportabile. Nessuna persona rinuncia a se stessa per impossessarsi dell'altro. Qualcosa di ancor più profondo accadde durante il mio matrimonio.
Già dopo un solo anno la mia vita sessuale coniugale era ridotta al lumicino. Lei andava a dormire ed io mi perdevo nelle mie fantasie sessuali transessuali. Collezionavo maniacalmente ogni immagine e video di trans che mi capitava sotto mano. Avevo ormai smesso di frequentare la prostituzione transessuale… Non era il sesso che cercavo ma un contatto umano… una relazione…Il mio desiderio vampiresco si stava spostando…
Poi un bel giorno, ma non ricordo come accadde, nacque Mirella…
Iniziai a travestirmi ed a sognarmi donna.
Lo dissi a mia moglie.
Lì per lì accetto la cosa (forse per cercare di recuperare un minimo di vita sessuale!), ma presto questo mio desiderio divenne un'ulteriore fonte di distacco. Le cose iniziarono a precipitare e dopo poco tempo mi lasciò. A causa del fatto che la maggior parte delle amicizie erano comuni, ma soprattutto per l'insorgere di una mia personale "crisi" del mio "maschile" persi contemporaneamente moglie (che un mese dopo la separazione aspettava già un bambino da un altro uomo!) e TUTTI gli amici. Rimasi nella solitudine più nera e assoluta. Mi salvò il videotel, una forma arcaica e primitiva di quello che oggi è internet e le chat di irc.
IL LUNGO ADDIO (alla mia identità maschile)
