home

 
Visualizzazione post con etichetta transfobia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta transfobia. Mostra tutti i post

giovedì 28 luglio 2011

LEGGE OMOTRANSFOBIA BOCCIATA: NON E' CAMBIATO NIENTE


E' davvero triste vedere lo spettacolo di un intero movimento LGBT impegnarsi in una battaglia persa per una leggina che ben poco avrebbe inciso nella vita reale e quotidiana del 99% delle persone gay, lesbiche, trans.
Certo vi era un valore simbolico ma neppure questo valore simbolico è passato.
E poi non ci si batte con tanta foga per un valore simbolico dimenticando le vere esigenze di un popolo (LGBT).

domenica 12 giugno 2011

EUROPRIDE 2011. E LE PERSONE TRANS?

EUROPRIDE 2011
E LE PERSONE TRANS? 

Guardo le vicende LGBT da "esterna" da ormai molti mesi perché se la mia condizione individuale è transgender, il mio cuore, il mio pensiero, la mia sensibilità è pangender e non trans. Detto questo non dimentico 10 anni di militanza nel movimento Trans italiano nè posso né voglio sfuggire ANCHE dalle tematiche trans, visto che fanno parte della mia vita, della mia biografia. Non ero a Roma e ho seguito l'Europride dalle 19 in poi su RaiNews 24, unico canale ad avere il permesso di trasmettere integralmente Pride e Lady Gaga in diretta. Sono rimasta molto interdetta nel vedere un "successo" che mi emozionava e, contemporaneamente, l'assenza totale della rappresentanza "Trans" nei momenti di maggiore visbilità del Pride. Ai tempi in cui le tv ci intervistavano ma poi non mandavano in onda gran ché (le dirette erano un sogno), ricordo le lotte positive per il microfono tra me e la compianta Marcella (Di Folco) per parlare delle NOSTRE ISTANZE che solo secondariamente sono l'aggravante per i reati di transfobia e, tanto più, per il riconoscimento delle coppie gay.
Un po' perché chi tra di noi si opera e ottiene i documenti, almeno civilmente può sposarsi, un po' perché NOI TRANSGENDER abbiamo ALMENO un PAIO di istanze troppo prevalenti per importanza (quasi di sopravvivenza):
* Una legge per il cambio anagrafico per tutte le persone trans, a prescindere da "passabilità" o da interventi chirurgici di sorta in funzione della dignità, di una vita riconosciuta (se non ti riconoscono l'identità diventa difficile anche farsi riconoscere la vita) ma soprattutto per un motivo d'ordine fondamentale e cioè
* L'accesso al lavoro. Per NOI transgender (ricordo che io uso il termine transgender sia per operate sia per non operate, sia per riattribuite anagraficamente sia per chi non lo è) le discriminazioni sul lavoro non sono l'eccezione che finisce sui giornali, ma la norma. Non veniamo assunte PERCHE' transgender, PERCHE' la nostra condizione non è facilmente nascondibile, (a volte anche per chi ha documenti a posto ma un sistema osseo rivelatore della transizione) per chi non vuole barattare "carne per carta" con uno Stato e non intende (talvolta non può per una vasta serie di patologie) operarsi ai genitali.


Ebbene l'Europride ha totalmente ignorato, nelle sue interviste mediatiche, nelle situazioni più importanti, le istanze trans. Si è preferito appiattirsi su un obbiettivo minore come la legge contro l'omofobia (talvolta è stata citata anche la transfobia) solo perché c'è un progetto di legge in corso e, secondariamente, persino le questioni del matrimonio a prescindere dagli orientamenti sessuali.
Dove erano le rappresentatività transgender capaci di farsi spazio e rubare qualche microfono per dire queste cose? Luxuria è l'unica che è stata intervistata su RaiNews ma - mi spiace dirlo - lei ha rivendicato i diritti delle e dei trans solo quando era "onorevole" e aveva una "suggeritrice" sempre disponibile per lei, anche quando era in aula e si avvicinava un voto. Ieri Luxuria non ha detto una parola per le più importanti istanze TRANS.
Vero che è stata intervistata nel casino di un Europride, vero che non ho tutta la rassegna stampa a disposizione, ma una trans può dimenticarsi una scarpa appaiata ma non le questioni "lavoro" e "identità" quando si è intervistate in diretta su una tv! Non una rappresentante trans, seppur fuori dall'associazionismo.


Rimpiango i tempi in cui la "battitrice libera" intervistata dai media era Helena Velena. Nessuno ha avuto la forza di imporsi. Quella forza che non mancava alla morta Di Folco e all'inabile Izzo.
Quella forza indispensabile per far passare le istanze T* e magari anche I* in qualsiasi manifestazione organizzata da un movimento GL (si GL perché le ass.ni trans forse un paio di volte hanno avuto la forza di organizzare i Pride e dare spazio anche alle questioni T e I in un caso) storicamente amnesico rispetto alle istanze T. La parola LGBT è stata pronunciata solo da Lady Gaga... Il pride è tornato Gay (e comunque LGBT, togliendosi dalle palle specialmente le persone Intersessuali)...
Dove è la rappresentatività trans? Una rappresentatività che non sia appiattita sulle ass.ni G e L e che sopravvive solo grazie alle elemosine che volentieri le ass.ni G e L ci fanno da sempre pur di poter mantenere, in Italia come in tutto il mondo, un senso alla T di LGBT.
Soprattutto però è agli organizzatori che mi rivolgo: al Mieli e all'attuale Arcigay. Il Roma Pride dell'anno scorso non era così dimentico delle persone T*. Quando però l'unica cosa che si guarda è il "successo numerico" (per non voler essere malefiche e parlare di business) le ed i TRANS servono a poco. O meglio servono a poco le organizzazioni trans. Sono sufficienti le trans seminude o le Drag che fanno tanto colore e attirano i media 100 volte di più di quanto facevano gli striscioni di Crisalide A.T. e MIT (un po' più il MIT per unamaggiore concessione alla spettacolarizzazione del Pride). Non che sia importante questo. Importante invece è la totale dissolvenza dei diritti delle persone TRANS.
Non è un caso che i Pride con maggior "peso" trans, Genova e Roma dell'anno scorso, hanno dovuto vedere l'abbandono dall'organizzazione da parte di Crisalide a Genova e a Roma, gli organizzatori di un Pride veramente LGBTQI che appartenevano ad Arcigay, sono stati tutti espulsi.
SORPRENDENDE LADY GAGA (ed anche Praitano)
Grande Lady Gaga. Premetto che non sono una sua fan. Conosco qualche tormentone delle sue canzoni più famose ma la sua musica non appartiene ai miei generi di musica preferita. Non che mi faccia schifo. Semplicemente non mi è mai interessata come artista (e tantomeno come "fenomeno").
Una premessa fondamentale per far solo capire che non sono influenzata dalla sua fama. Grande Lady Gaga, ripeto.
Grande perché, al contrario delle leadership LG italiane, ha capito che per un Pride è importante parlare e non urlare slogan, rivolgersi direttamente agli interlocutori e non "a nessuno" o solo ai "nemici politici" del momento (non a caso è stata un po' fischiata quando ha ringraziato Alemanno).
Perché ha capito - la regina del trasformismo, capace, secondo Luxuria, di far morire d'invidia le Drag Queen (a meno che non fosse volutamente ironica) - che ad un Pride è meglio presentarsi sobriamente. Non che fosse proprio invisibile ma ha indossato un abito significativo (di Versace, notoriamente omosessuale) e a metà show si è pure liberata delle parti più evidenti dell'abito, restando con un lungo vestito nero ed ha sia parlato seduta ed ha cantato con il solo pianoforte d'accompagnamento (suonato da lei che non è particolarmente brava, quindi poco "coperta" dagli strumenti).
Una voce davvero meravigliosa. Sinceramente facesse un album acustico, potrei cambiare opinione musicale su di lei e comunque ho capito che è una vera artista, una vera CANTANTE (oltre che autrice). Ma questo è altro argomento. Il discorso di Lady Gaga ha disatteso ogni aspettativa (non la mia però... io ci speravo almeno contando sull'intelligenza mediatica della Lady)...
Non sarà memorabile come quello di M.L.King ma le sue parole sono semplici e chiare. Un discorso quasi più "pangender" che LGBT. Pacato ma soprattutto con un messaggio semplice ma giusto: "siamo tutti uguali" (aggiungo io "nelle differenze"). ha detto "io come donna o uomo... ma che importa poi..." con l'unico riferimento della serata alle questioni di Genere della serata (almeno quella trasmessa.. Non escludo che alla fine, quando tutti se ne vanno, abbiano dato la parola a qualche trans).
Stupefacente per la sua determinazione e scelta voluta di non distrarre con strumenti o abiti, dalle cose che voleva dire, parlando lentamente per aiutare la comprensione anche di noi italiani che l'inglese lo mastichiamo poco e male. Quando poi ho sentito la Praitano (Mario Mieli) ringraziare Lady Gaga perché le sue parole corrispondono con il programma dell'Europride, ho strabuzzato gli occhi (tra qualche anno chissà mi sarei pisciata addosso) Nulla della storia delle Associazioni che hanno organizzato l'Europride è affine alle parole di Lady Gaga.
Ok si è d'accordo sui diritti civili (ci mancherebbe altro) ma per stile, politica e messaggio, l'evidenza era la differenza tra lei e la storia di quella parte di Movimento LGBT organizzatore dell'Europride. Lei ha ringraziato Alemanno per avere lasciato svolgere la manifestazione (memore, lei, che in paesi molto vicini geograficamente all'Italia, una cosa del genere non sarebbe stata neppure immaginabile), il Mieli (in buona compagnia... penso all'ArciLesbica e la radiazione della presidente del circolo romano) lanciò una vera e propria scomunica alle associazioni che chiesero un incontro con il Sindaco di Roma appena eletto (per capire le sue intenzioni per avanzare istanze, come è normale). Lady Gaga non sa (ed è meglio così) che in Italia l'ideologia arriva al punto che con "Alemanno non si parla perché è fascista" anche se è il sindaco che governerà la città e quindi anche le persone LGTQI residenti a Roma. Per carità...pura ipocrisia.
Quel che dava fastidio era che alcune ass.ni avessero agito senza prima chiedere al Mieli... perché poi eccome se si è rapportato con il sindaco fischiato e per cui alcune associazioni vennero "maledette" per quella richiesta, ovviae normale. Per questo Lady Gaga ha proseguito ignorando i fischi... perché si è rivolta AI GOVERNANTI per cambiare le cose... Si è rivolta a chi può cambiare almeno leggi e influenzare i costumi. E quando lo si fa, ovviamente, non si può fare la lista di chi ringraziare e chi no.
Se in Iran, un successore eventuale dell'attuale governante, togliesse la pena di morte o meglio, depenalizzasse l'omosessualità pur continuando a condannarla religiosamente, se a farlo fosse un Ayatollah... come dovremmo reagire?
Felicitarsi della cosa o no perché proviene da un Ayatollah che comunque è storicamente omofobico?
Lady Gaga, italo americana, è politicamente più avanti della media del "nostro" (anzi vostro) "movimento" LGBT. E dato che lei è una cantante e per quanto ecumenico, il suo discorso non può certo definirsi geniale, la cosa la dice lunga sulla miopia dei "vostri governanti" (governanti del "movimento" o di una sua parte.. ci sono state defezioni all'adesione a questo Europride, in Italia).
L'importante è stato farsi belli con Lady Gaga, tirar su soldi con le feste (legittimo per carità... i costi di un Pride sono enormi, ma ci deve essere qualcosa di più di un appoggio alla leggina Concia). Una domanda. Ma le ed i trans sono content* di questo Europride?
Della visibilità dei loro problemi? Finita l'occasione per divertirsi a sfilare (ognun* come crede), cosa resta in bocca? Non un gusto amarognolo? A me si.
‎... e dimenticavo una cosa importante. Lady Gaga è stata l'unica intervistata a dire e ripetere di essere ARRABBIATA... e di come voler usare la sua rabbia... Niente facce "ebeti" come ho visto negli "esponenti del movimento" come se ci fosse da essere allegri.
Un conto è scegliere politicamente di manterere la parata una festa, un altro è parlare come se davvero fosse una festa...
La rabbia chi la sente?

Mirella Izzo
PS: mi scusoin anticipo se il mio italiano non fosse, in qualche parte, comprensibile o corretto. Diciamo che non dipende dalla mia volontà....

sabato 3 luglio 2010

BASTA CON I POLITICI CHE INSIDIANO LE TRANS


PRESS RELEASE
SCANDALO: SEMPRE PIU’ SPESSO STIMATE TRANS EXTRACOMUNITARIE VENGONO TROVATE – FORZATE COI SOLDI E POTENZIALI MINACCE DI ESPULSIONE - IN COMPAGNIA DI POLITICI COCAINOMANI

Non è più possibile sopportare questo stato di cose immorali
Normali persone transgender che vengono sempre più spesso circondate dal malaffare di politici=cocainomani persino incapaci di mantenere il riserbo sulla loro doppia scandalosa situazione di politici e cocainomani.
E dovremmo anche finirla con questi sottili distinguo da salotto fra “politici” e “cocainomani”. 
In quale altro luogo è stato proposto di mettere degli “sniffometri” se non nel Parlamento Italiano? 
Come per i metal detector in certe scuole americane violente: là le armi degli studenti, qui la cocaina dei politici.
Dopo i tanti casi di politici scoperti con le narici nella polverina, si dovrebbe finalmente avvertire come socialmente accettabile l’equivalenza “politico = cocainomane”.
Altro che “trans = prostituta”. La percentuale di trans che si dedicano allo scambio "soldi/piacere" sono in una percentuale ben inferiore rispetto ai politici sospettati d’essere dediti allo sniffo!

E’ ora di dire basta alla libera circolazione notturna dei politici=cocainomani che molestano le transessuali, per di più straniere e senza permesso di soggiorno, quindi meno capaci di difendersi dalle loro morbose attenzioni.
La spinta interiore verso il Male porta questi “poliscocainomani” a frugare nel torbido persino fuori dalle aule parlamentari, in una sorta di delirio ossessivo-compulsivo: non cercano trans italiane, non ci si fidanzano, né le sposano. Cercano quelle straniere per poterle tenere nascoste e, magari, farsi aiutare a trovare cocaina per pochi spiccioli, per non apparire. 
Indemoniati spiriti di uomini che con questi atteggiamenti spingono povere ragazze nel giro della prostituzione né più né meno di qualsiasi “magnaccia” di borgata.
Scelgono le trans per aggirare con matematica certezza antiche ed eterne norme etiche, ovvero per non rischiare di incorrere nell'abominio di accompagnarsi ad una donna durante le mestruazioni (Levitico 15-19-21) e per  possedere degli schiavi “sia maschi sia femmine” purché stranieri (Lev. 25:44) ma poi si abbandonano, con costoro, a serate di Champagne, Cocaina e Crostacei (e questi ultimi costituiscono abominio per il Levitico).
Inoltre si rifiutano di battere le loro mogli che usano costantemente vesti di diversi tessuti, sempre in contrasto con il Levitico. Per fortuna –  almeno per quest’ultima violazione - ci ha pensato la Corte di Cassazione, a restituire il diritto degli uomini a  maltrattare le donne, attraverso una Sentenza recentissima, ispirata diretamente da Dio!
Tutto questo descrive questi uomini come falsi uomini degni di fede e dalla “doppia faccia”.

Per queste ragioni è giusto chiedere:
-      che per i politici=cocainomani venga applicato il coprifuoco alle 21 di ogni sera e che non possano circolare se non nelle aule parlamentari dove potranno dar sfogo ai loro vizi distruttivi solo attraverso il pigiare qualche tasto per votare qualche legge, parto della loro mente confusa o di quella dei loro capicorrente;
-     la tutela delle persone trans attraverso la fornitura di “auto blu” e scorta di polizia per tutte le persone transgender, al fine ridurre il rischio - durante gli spostamenti - dagli ignobili assalti di questi peccatori inveterati in cerca di festini con schiave che erroneamente credono essere "sia maschi sia femmine", cocaina e - orrore - aragoste e champagne!
-     che Camera, Senato e Aule Consiliari Regionali diventino dei C.I.E., con  la contemporanea chiusura di quelli attualmente aperti;
-      che venga aperto un terzo C.I.E., a Roma, per ospitare quegli extracomunitari provenienti dalla Città del Vaticano ormai noti come “preti=pedofili”.
-       
La dignità delle “persone perbene=transgender” è sempre più offesa dall’impunità offerta a questi mostri, liberi di aggirarsi intorno a povere donne indifese, in attesa delle loro malefatte. A poco valgono pentimenti tardivi che mettono a repentaglio la stessa vita delle persone trans che coinvolgono nei loro sporchi bisogni di deviazioni (crostacei, champagne e cocaina).

Mirella Izzo                                                               

Mirella Izzo è Presidente dell'Associazione Crisalide PanGender                             

mercoledì 2 settembre 2009

MENO DIRITTI = AUTORIDUZIONE DEI DOVERI - Lettera aperta al Movimento sulle violenze omotransfobiche

LETTERA APERTA AL MOVIMENTO

VIOLENZA OMOLESBOTRANSFOBICA A ROMA ED IN MOLTE ALTRE PARTI D'ITALIA: LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA NON BASTANO PIU'
"meno diritti = autoriduzione dei doveri"

Crisalide AzioneTrans, nel dare indicazione ai propri iscritti e simpatizzanti di partecipare alla manifestazione di questa sera alle ore 22.00 a Roma, nella "Gay Street (via San Giovanni in Laterano) ed ad eventuali successive manifestazioni organizzate dal movimento LGBT, coglie l'occasione per ricordare ancora una volta che - secondo la propria opinione - le mere manifestazioni di piazza non sono più uno strumento efficace di lotta per l'ottenimento dei diritti delle persone LGBTQI, per la tutela della libertà di espressione della propria identità di genere ed orientamento sessuale, per la promozione della qualità di vita delle persone che fanno riferimento al nostro movimento.

E' noto a tutti come sia il Pride a Roma sia il Pride Nazionale di Genova di questo 2009 siano stati oscurati dai media nonostante la massiccia partecipazione popolare ad entrambe le manifestazioni. E' altrettanto noto che in questi ultimi mesi, settimane e giorni, lavoratori a rischio del proprio posto di lavoro, cittadini (ed extracomunitari) sfrattati da alloggi occupati per necessità, siano stati in grado di attirare l'attenzione dei "media" e quindi dei cittadini italiani (che se non vengono messi a conoscenza dei fatti non possono neppure essere accusati di disinteresse) sui loro specifici problemi, attraverso atti dimostrativi più o meno eclatanti (arrampicandosi sul Colosseo o su altre strutture monumentali della Capitale, occupando stazioni e binari, attuando scioperi della fame, ecc.)

Se il diritto al lavoro ed alla casa sono diritti costituzionali, altrettanto si dovrebbe dire del godimento della libertà ad esistere e ad esprimersi secondo propria attitudine. Diritto variamente negato - in diversa misura e tipologia - a gay, lesbiche, transgender, intersessuati. Una carenza di diritti civili elementari, sancita per legge (o per assenza delle stesse), inaccettabile in una democrazia occidentale, in un paese che si dichiara libero e che è governato da un partito che, nel nome, inneggia alla libertà come valore fondante della natura umana.

A cosa ci riferiamo:

- Omosessuali e talvolta Transgender ed intersessuati non hanno diritto al riconoscimento legale e civile delle proprie unioni affettive (matrimonio);
- Le persone Transgender non godono del diritto
elementare ad esprimere la propria Identità (di Genere) sentita, se non a condizioni aprioristiche, ideologiche e, per molti, vessatorie;
- Alle persone che nascono intersessuate viene negato persino - fin dalla nascita - il diritto a sviluppare la propria identità personale a causa di arbitrari interventi di chirurgia genitale e attribuzione all'uno o l'altro sesso ben prima che si possa sviluppare una coscienza di sé e, di conseguenza, anche una identità reale e sentita.
- Per Omosessuali e Transgender non vengono applicate le norme sulle pari opportunità fra i sessi nel mondo del lavoro, seppur esplicitamente previste dal Parlamento e dalle Corti Europee. Lo Stato non ha ovviamente mai neppure immaginato le - anch'esse previste - "azioni positive" per facilitare le "pari opportunità" per le persone LGBTQI.
Alle persone Transgender, costrette a vivere con documenti discordanti per tutta la vita, viene negato, alla radice, il diritto alla privacy per dati estremamente sensibili come quelli relativi all'identità, al sesso, alla salute.

Come se non bastassero questi fatti oggettivi di carenza di diritti, attraverso la scusa della "sicurezza" dei cittadini, l'attuale governo ha avviato azioni che spingono alla diffidenza e all'odio verso qualsiasi differenza (o diversità, termine che non amiamo ma di più facile comprensione).
I risultati non sono tardati ad arrivare: dai respingimenti fino alla mancata assistenza in mare dei profughi, dalla supposta e falsa dichiarazione di innaturalità delle relazioni omosessuali e delle varianti delle identità di genere alle violenze che normalmente conseguono a prese di posizione di tal fatta. Così come i nazisti ci hanno messo anni a diffondere - attraverso una sistematica campagna d'odio - la diffidenza verso gli ebrei, per poterne poi organizzare lo sterminio con l'accondiscendenza della maggior parte della popolazione tedesca, altrettanto, il Governo - con l'aiuto delle gerarchie Vaticane - sta preparando il terreno per infondere nella popolazione la diffidenza e - nelle teste calde - l'odio, verso le persone LGBTQI (e non solo LGBTQI, ma anche immigrati ed altri soggetti resideboli)

L'aumento della violenza è un segno inequivocabile di questo processo: la carenza di diritti di qualsiasi comunità, da sempre, è un elemento fondamentale per scatenarle contro l'odio diffuso.

Crisalide AzioneTrans ritiene pertanto insufficiente l'organizzazione di manifestazioni di piazza come reazione del movimento LGBTQI Italiano a quanto sta accadendo. Aderisce alle manifestazioni con la speranza che siano fondamentalmente il luogo in cui diffondere la disubbidienza civile secondo lo slogan "Meno diritti = meno doveri".

Fino a che le persone LGBTQI non avranno raggiunto una parità assoluta nel godimento di elementari diritti civili con il resto della popolazione, non si vede motivo per cui i doveri dovrebbero invece essere uguali per tutti.

Crisalide AzioneTrans pertanto invita tutte le Associazioni e le persone LGBTQI non aderenti all'associazionismo ma che davvero sentono il peso della discriminazione e dell'insicurezza sulla propria pelle, ad assumersi responsabilità collettive ed individuali nell'immaginare azioni non violente di disubbidienza civile, di autoriduzione dei doveri fiscali, di atti dimostrativi che possano anche mettere a repentaglio salute e vita di chi volontariamente deciderà forme di lotta e resistenza passiva, quali scioperi della fame, della sete, dell'assunzione di farmaci, e quant'altro ognuno, per la sua parte, vorrà "mettere in gioco" per la causa. Chiede che il Movimento si faccia carico e promuova, coordini o tuteli forme di lotta più incisive rispetto alle sole manifestazioni di piazza che vengono spesso dimenticate il giorno stesso in cui si svolgono.

La presidenza di Crisalide AzioneTrans si dichiara personalmente pronta ad intraprendere forme di lotta e disubbidienza civile organizzata, qualora fosse raccolta l'istanza al movimento LGBTQI italiano di iniziare a pensare e realizzare un piano nazionale di autodifesa dei cittadini LGBTQI, attraverso forme di lotta non violente ma che abbiano in sé la capacità di determinare conseguenze, qualora ignorate.

Auspica che ogni manifestazione che si svolgerà in Italia da oggi in poi - cui Crisalide aderisce, in linea di principio, fin da ora - rappresenti il terreno nel quale condividere e mettere in atto, forme di lotta reali e concrete, che superino (senza cancellarle) i cortei o i "sit in" e le "piattaforme rivendicative". Queste ultime dovrebbero sempre avere un destinatario preciso che, qualora non dovesse rispondere, si assumerà le responsabilità di provocare forme di lotta più marcate e decise.

Noi popolo LGBTQI non dobbiamo vivere nell'insicurezza della nostra incolumità in nome della tutela della sicurezza a favore di un'astratta cittadinanza che "odora" sempre più di "ordine etico" che istiga all'odio delle differenze e che non risponde più al legittimo bisogno di sicurezza che deriva dal corretto rapporto fra diritti, doveri, leggi e applicazioni delle stesse, uguale per tutti i cittadini.

Genova 2 settembre 2009

Mirella Izzo

Crisalide AzioneTrans - Genova

Mirella Izzo
Presidente


mercoledì 28 maggio 2008

DOGS OF WAR

DOGS OF WAR
Il "Popolo" delle Libertà, la "Lega" ed il Vaticano hanno scatenato i loro cani da guerra con una campagna elettorale fondata sulla paura del "diverso".
Ora li fermino o, inevitabilmente, guerra sarà

La lista si allunga ogni giorno: incendi a campi nomadi, aggressioni a militanti del movimento LGBT, aggressioni nelle Università. Tutti episodi che si stanno centuplicando dopo la vittoria elettorale del Centro Destra, in particolar modo a Roma, ma non solo. Non i "fascisti" ma tutto il PDL e la Lega Nord hanno vinto le elezioni fondando la loro campagna elettorale sull'istigazione alla violenza contro "i diversi" in nome di una sicurezza sociale che non era poi così grave (se non in quei quartieri creati ad arte per determinare un degrado che istiga alla lotta fra poveri). La paventata insicurezza del "popolo italiano" (se avessero perso le elezioni) si è trasformata in una violenza di "quel popolo italiano" cui si sono rivolti, contro chiunque ne sia fuori: perché è Rom, perché è gay, perché semplicemente è di altro colore politico, di sinistra. Esempi non a caso ma che fanno riferimento agli ultimi tre fatti di cronaca che ricordo... e tutti e tre accaduti a Roma, dove vi è un sindaco con un passato dichiarato in formazioni politiche post fasciste.
Ma sarei una sciocca a pensare che il problema siano i neofascisti. Dopo l'incendio al camp nomadi, Sky Tg 24 ha intervistato ragazzi fuori da un normalissimo bar, chiedendo loro cosa pensassero dell'accaduto. Le risposte sono state agghiaccianti e solo in una Italia dove ormai il diritto è un optional, non hanno avuto conseguenze. I tre bellimbusti infatti hanno apertamente (ovviamente a viso scoperto) detto che loro i Rom li avrebbero ammazzati, che bruciare il campo non era sufficiente. Balordaggini adolescenziali? Non direi. Poco lontano c'era "il popolo", la gente... e nessuno è intervenuto a contestarli... E che io sappia, nessun giudice è intervenuto a sequestrare l'intervista per identificare gli intervistati al fine di contestare loro almeno l'apologia di reato (di omicidio, anzi di sterminio razziale).
Allora le buone intenzioni di Alemanno, dopo l'incontro con le Ass.ni LGBT (buone presupponendo il suo punto di vista di partenza sulla questione e non in termini assoluti), diventano aria fritta se prima lui e tutti gli altri che comandano questo Popolo delle Libertà di Uccidere (PDLU), non fermano i "cani da guerra" che hanno scatenato. Volontariaente o meno, ben poco importa. E non c'è solo il PDL... ben più pericolose si dimostreranno presto le parole leghiste, ormai colme di significati che portano quel partito ad assomigliare sempre più al nazionalsocialismo di Hitleriana memoria. Il riferimento è volutamente fatto al nazismo e non al fascismo italiano perché ideologicamente è là che sta scavando la "Lega Nord", in quegli istinti infernali xenofobi, omofobi, transfobici eterosessisti e persino sessiti contro i diritti delle donne (a meno che non abbiano le tette grandi e "facciano sangue" agli ometti celoduristi... allora possono godere di favori... magari anche di incarichi governativi... ma che siano gnocche, sia chiaro!).
Leghisti, ex "missini", "azzurri"... stanno tutti insieme e tutti insieme hanno scatenato i loro cani da guerra contro ogni diversità.
Se prima l'Italia era un paese in cui i crimini contro la persona stavano diminuendo, continuando così, torneranno rapidamente ad aumentare. Certo aumenteranno le violenze contro Rom, neri, gay, lesbiche, trans, diversamente abili, "sinistresi" e si ridurranno quelli contro i gioiellieri et similia cui presto sarà data la licenza di stato ad uccidere chi mettesse a rischio i loro beni.
Perché i beni di un gioielliere (mi riferisco a loro perché la cronaca li ha visti protagonisti, ma si può allargare il discorso ad ogni "proprietario" di qualcosa... quindi a tutte le "persone perbene") valgono di più della vita di una trans o di un gay. Questo ci deve essere chiaro e deve essere chiaro a chi oggi governa l'Italia. Devono aprire gli occhi e capire che il popolo che hanno scatenato è molto più avanti di loro nella sete di sangue del diverso.
Peraltro l'Italia, mi chiedo, si sarebbe mai sollevata dall'essere un branco di pecore sotto Mussolini se questi non avesse portato il paese alla guerra? E, a parte trent'anni di post fascismo vissuti sulla pelle, prima e dopo, quanto il nostro popolo è stato amante della civiltà, dei diritti, della libertà (quella vera)?
Mezza italia è stata centinaia di anni sotto il governo papalino e borbonico.... e le piazze si riempivano di folla esaltata, solo per le esecuzioni degli eretici (e noi ricordiamocelo che siamo i nuovi eretici che mettono in discussione non la piattezza della terra, ma l'ordine naturale che divide la razza divina in maschi e femmine che si accoppiano fra loro!)
Il popolo italiano è unico al mondo nel farsi governare anche oggi da uno Stato straniero che ormai parla solo in termini politici rivolti alla sola italia (eppure il Vaticano dovrebbe occuparsi, in quanto "Stato Etico e Religioso", di tutto il pianeta). Invece quasi solo le leggi italiane vengono analizzate, criticate e solo per esse vengono posti veti che né partiti, né "popolo/branco" si sognano di mettere in discussione. La 194 (legge che regola l'aborto) ha bisogno di un "tagliando" tuonano dal Vaticano. E le leggi inglesi, spagnole, francesi, statunitensi. ecc.? Non importano al Vaticano. Del resto è comprensibile: gli altri "popoli" - persino quelli cattolici - farebbero (e fanno) delle gran "leve" a chi si permettesse di intervenire nella gestione della vita pubblica di uno Stato. Noi no, noi obbediamo. E dato che anche il Vaticano non si sogna mai di condannare le violenze contro gay, lesbiche e trans, anche loro hanno la responsabilità di avere scatenato i loro "cani da guerra" (in questo caso "Cani da GuerraSanta" e quindi peggiori ancora). Ci facciamo governare da uno stato dittatoriale e nessuno si pone il problema... si perché il Vaticano non è certo uno stato democratico... Non avrebbe neppure un requisito per entrare nella UE e non so come abbia fatto ad entrare nell'ONU.. o meglio.. lo si sa bene...
La percentuale di italiani che si ribella a tutto ciò, se guardiamo alle ultime elezioni, è ridicolmente bassa. Nè i partiti di ispirazione socialista, né quelli di ispirazione liberale (radicali, liberal) hanno consenso (non è certo un caso che un Pannella abbia acccettato di ingoiare il boccone amaro del PD... Sapeva che altrimenti sarebbero spariti in uno zero virgola ben poco)...
Mi si dirà: ma come... tu e l'Associazione che presiedi, blaterate di equidistanza, di non posizionamento politico; vi rapportate ai neofascisti come con i "compagni"... Di che ti lamenti ora, di che vi lamentate!
E forse è vero che facciamo fatica a far capire la nostra posizione. Del resto siamo il popolo (fra le tante cose) degli schieramenti... Se non ti schieri, se non scegli il colore, sei qualunquista o di fatto, fascista. Sembra impossibile far passare un fatto estremamente semplice: noi abbiamo un "colore" che è dettato dal nostro Statuto che ad esempio recita:
AzioneTrans è un’organizzazione democratica, apartitica, non violenta, ecologista, antirazzista, antitotalitaria, libertaria, transfemminista e per l’affermazione di un “uomo nuovo” liberato dai condizionamenti di supremazia e dominio maschilista. Ha inoltre lo scopo di opporsi dialetticamente e democraticamente contro i seguenti atteggiamenti: maschilismo, sessismo, eterosessismo, genderismo, transfobia, omofobia, a-bi-pan-sessuofobia, ed ogni sorta di separatismo derivante da condizioni di “genere” e/o “orientamento sessuale”.
AzioneTrans persegue finalità di solidarietà sociale, supporto e socializzazione nei confronti delle persone T* ed I* e di informazione nei confronti di terzi al fine di fornire una migliore e realistica conoscenza della realtà T* ed I* e difenderne dignità, diritti ed esigenze.
Ci pare chiara la nostra collocazione. A chi no? Allora questo significa essere contro a priori o guardare i fatti e giudicarli?
Ogg i fatti a noi appaiono pericolosi. Credo che i cani da guerra si siano liberati dalle catene e sono proprio tanti. Tanti quelli che vedrebbero volentieri sterminate famiglie di Rom pur di non averli nel quartiere, padri che odiano i loro figli gay o trans o lesbiche e che in qualche caso arrivano a pugnalarli e in moltissimi altri "semplicemente" a ripudiarli.
Allora cari governanti di Centro Destra. Noi siamo pronti a dialogare su ogni cosa, ma prima di ogni altra, fermate i vostri cani da guerra, perché non esiste guerra che non determini due fronti che si scontrano. E di certo non possiamo stare a guardare ancora per molto e contare ogni giorno le "nostre persone" minacciate, pestate o uccise. Non siamo e non vogliamo essere né le vittime, né i becchini dei vostri Cani da Guerra.

Mirella Izzo
presidente AzioneTrans
Genova, 28 maggio 2008

P.S: Dogs of War (Cani da Guerra) è una canzone dei Pink Floyd i cui testi possono essere letti alla pagina: http://www.riflessioni.it/testi_canzoni/pink_floyd_2.htm