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giovedì 7 aprile 2011

Lezione Universitaria di Mirella Izzo su Transgender e Identità di Genere

Lezione Universitaria di Mirella Izzo su Transgender e Identità di Genere

Nel ripropormi di utilizzare più spesso questo blog per il futuro (specie per chi non usa FaceBook), mi permetto di segnalare i video on line di una lezione che ho tenuto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, Corso di Sociologia Generale, Indirizzo Scienze Tecniche e Psicologiche, sul tema delle Identità di Genere e sul Transgender. 
Chi fosse interessat* può vederne il video (quasi) completo:


venerdì 31 dicembre 2010

IMPORTAZIONE BLOG (NOTA DI SERVIZIO

IMPORTAZIONE BLOG (NOTA DI SERVIZIO

A causa della chiusura di un account FB, ho appena importato (con le date di pubblicazione corrette) alcuni interventi che magari non compaiono in evidenza come "nuovi" ma per chi non mi segue su FaceBook lo sono.
Riporto di seguito titoli e link per arrivare direttamente ai nuovi post elencati però in ordine di data originale, per chi avesse voglia di leggerli e commentarli:
Grazie per l'attenzione.
Mirella




giovedì 30 dicembre 2010

LODE ALL'IMPERFETTO (SDURATA COPPIE E SVITA CIVILE)

LODE ALL'IMPERFETTO (SDURATA COPPIE E SVITA CIVILE)

Guardando un banale film (seppur carino nella sua apparente semplicità della trama principale) come "Scusa se ti voglio sposare" (seguito di "Scusami se ti chiamo amore") mi sono emersi dei pensieri che il film, se guardato extra trama principale, quindi transversalmente, stimola (o perlomeno ha stimolato in me).
Le coppie scoppiano, non durano. I matrimoni mediamente si sfaldano dopo 4 anni (ufficialmente per cui mettiamoci già un anno di crisi precedente, mediamente), delle coppie di fatto si sa poco o niente grazie allla lungimiranza della politica italiana. Ho ragione di pensare che i tempi siano un po' più lunghi prima di arrivare allo sfaldamento. Questo perché l'aspettativa - di norma - è minore in una coppia di fatto rispetto a chi "decide il grande passo". Un passo così grande che le gambe non lo sostengono.
Prima era diverso. I matrimoni duravano una vita. Neppure era previsto il divorzio. Prima c'era la soggezione vicina alla schiavitù della donna nei confronti dell'uomo. Come minimo la soggezione economica. Le donne NON lavoravano e gli stipendi degli uomini erano pari a quelli che oggi danno a 2 lavoratori (mettiamo i componenti della coppia). La liberazione della donna si è miseramente schiantata contro il muro di un'astuta economia maschilista ancor prima che capitalista. Molte libertà la donna le ha conquistate e sono millenni di passi avanti avvenuti in pochi decenni (si pensi che fino a pochi decenni fa esisteva l'attenuante del "delitto d'onore").
Le coppie scoppiano e non durano, quindi, perchè le donne non sono più schiave, l'amore, per natura, non dura per sempre, e finito l'obbligo a stare insieme anche ad amore finito (che coinvolgeva anche gli uomini che però potevano distrarsi con amanti quasi ovvie e talvolta persino non nascoste).
Ma è davvero così? Meglio: è davvero solo questo il motivo?

domenica 28 novembre 2010

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA QUOTIDIANA

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA QUOTIDIANA

Il Maestrale infuria oggi da queste parti. Il vecchio palazzo in cui vivo, con finestre antidiluviane e persiane che non isolano fanno fischiare le finestre. Non c'è calorifero che tenga in giornate come queste dove l'aria passa da ogni dove. Sono a letto intorno alle 13 a guardare Inter Parma con scarso interesse e con Milky vicina a me al calduccio.
Improvvisamente un rumore fortissimo che fa tremare i pavimenti (di canniccio) dell'appartamento. Dopo pochi secondi ancora. Capisco subito che il rumore proviene dalla casa ma non dall'appartamento e che il rumore è di qualcosa di pesante che sbatte. Mi affaccio alla finestra, mettendo a rischio le "correnti interne" in appartamento e vedo, al piano di sotto, da un appartamento non abitato sottostante, le persiane e le finestre che sbattono fortissime ogni volta che il vento aumenta improvvisamente. L'aria gira ed entra anche dalla porta di casa, uscendo dalla porta del piano di sotto, entrando nella tromba delle scale e muovendo l'aria. Che fare? Nessuno abita là. Sto in un condominio dove sono tutti proprietari eccetto me che sono affittuaria. Non ho la più pallida idea di chi sia la proprietà dell'appartamento. Anche perché è cambiata da poco. I nuovo proprietari volevano fare un "loft" al terzo piano di una casa di inizio secolo costruita con travi di legno, pietre e "canniccio", tirando giù muri portanti ed è scoppiato un casino. Solo nell'appartamento dove vivo, dopo questi improvvidi provvedimenti (gioco di parole voluto) due porte non chiudono più e si sono formate nuove zigzaganti crepe. La cosa meravigliosa è che la proprietaria è ARCHITETTO!!!!!!! Forse era meglio studiasse ingegneria? Una lite tra condominio e nuovi proprietari. Loro che abbandonano il progetto - dopo la verifica che i danni c'erano - e poi io non ne so più nulla.
Questo per dire che non corre "buon sangue" tra i proprietari delle altre case e quelli dell'appartamento abbandonato e vuoto nel quale stanno sbattendo con clamore le finestre.
Per esperienza personale so che possono cadere giù, come minimo, i vetri. Sotto la strada un passaggio per le persone e tante auto posteggiate. Difficile passino persone ma le auto sono pronte ad accogliere, sfasciandosi, legni e vetri e quant'altro possa uscire da quellla bocca spalancata e vorticosa.
Attendo qualche minuto: mi aspetto che altri si affaccino e che chiamino i proprietari o l'amministratore o chissà chi. Silenzio assoluto. Il palazzo sembra disabitato.
Non aspetto altro tempo e chiamo il 115. Spiego il problema e rispondono che provvederanno.
Nel frattempo le persiane continuano a sbattere e ogni volta temo di sentire il rumore di uno schianto. Anche Milky non è tranquilla. Non resta che attendere. Ogni tanto guardo dalla finestra per vedere se altri avessero chiamato e provveduto, per fermare l'allarme ai vigili del fuoco (eravamo rimasti d'accordo così).
Finalmente suonano al portone. Apro loro e scopro che non passeranno dalla porta dell'appartamento ma si caleranno dalla mia finestra che è giusto sopra quella che sbatte.
Avrei potuto non chiamarli: la casa ora è un "cesso"... disordine dappertutto e non scopo da giorni... "ciliegina sulla torta", Milky ha appena fatto la cacca sul suo pannolone in bella vista, proprio mentre entrano i "pompieri".
Il "capo" ha bisogno di sapere il mio nome per questioni burocratiche.
"Eh... che casino... beh... All'anagrafe mi chiamo XXXX, nella vita Mirella". Non faccio tempo a terminare di parlare che mi dice subito che ha capito e si scusa. Io gli rispondo: "sapesse quante volte devo affrontare questa situazione". "Immagino" mi dice. Da quel momento in poi seguo le pericolose operazioni dei vigili. Lui non lavora ma mentre gli spiego perché ho chiamato e perché ho atteso qualche minuto mi dice: "Vede, lei ha fatto una cosa che dovrebbe essere considerata normale... ma oggi lei è l'eccezione... La gente se ne frega".

domenica 10 ottobre 2010

Ramon o Manuela?


GRAZIE PAOLA CORTELLESI 
Ringrazio amodomio84 che ha pubblicato questo monologo su youtube.
Il monologo è secondo me molto interessante ed offre molti spunti di riflessione, sia nei suoi aspetti di denuncia, sia in altri dove Paola "cade" (ma in buona fede) in alcuni stereotipi su cui non mi trovo d'accordo.
Credo però che anche l'esigenza scenica contribuisca a semplificazioni che altrimenti appesantirebbero il testo. E' evidente che non è, per me, l'intervento ai genitali (o altra chirurgia) a farci veramente uomini e donne, o per lo meno, non sempre, non è così per tutt*. Lei però parla di prostituzione trans sudamericana e quindi è comprensibile immaginare che il mancato intervento sui genitali sia dovuto a "leggi di mercato".
L'unica cosa che mi sento, appunto, di correggere a Paola, è proprio questo:
non sempre e non tutte le persone trans che non si operano ai genitali lo fanno per motivi di "mercato", non sempre l'intervento rende più o meno donna (o uomo) una persona transgender. Nella mia vita ho incontrato trans operate (ma anche donne biologiche!) che proprio non mi trasmettevano nulla di quel che appartiene all'inclusivo femminile e persino "semplici" travestiti che emanavano un'anima femminile da ogni poro (e non mi riferisco certo alle moine o alla bellezza ecc. ma a quelle cose che per scoprirle, di norma, serve almeno una chiacchierata).
In ogni caso mi resta solo una parola da dire a Paola Cortellesi:
GRAZIE
Mirella Izzo

mercoledì 6 ottobre 2010

Dimissioni da presidente Crisalide PanGender

DIMISSIONI DALLA PRESIDENZA DI CRISALIDE PANGENDER
E DA OGNI ALTRA CARICA/RESPONSABILITA' RELATIVA
AL MOVIMENTO TRANS E/O LGBTQI

Sul sito di Crisalide PanGender potete leggere le ragioni (o LA ragione) per la quale mi sono ritirata da ogni responsabilità attiva. Qui il link al post



LE VIE PERVERTITE DEL MASCHILISMO: GLI SPOT TV

LE VIE PERVERTITE DEL MASCHILISMO.
COME FARE DIVENTARE NORMALE IL PIU' BIECO SESSISMO 
ATTRAVERSO UNO SPOT TV
ATTENZIONE: QUESTO VIDEO SOSTITUISCE IL PRECEDENTE
NON PIU' DISPONIBILE!!
mi occupo di maschilismo da molti anni. Un maschilismo visto dalla parte transgender, quindi di chi ha vissuto, per un periodo della propria vita, come maschio/uomo.
Il più è contenuto in un libro di prossima (auto)pubblicazione che raccoglierà, in vari capitoli, il mio testamento politico rispetto a transgender, pangender, gender studies, transfemminismo e translesbismo, in primis.
Alcune cose però non riescono a stare in un libro. Inoltre, gli esempi di questa sottocultura dominante si accumulano giorno dopo giorno. Una cosa so per certa: uno spot così negli anni '70 '80 sarebbe stato sicuramente contestato dal movimento femminista. E oggi? Oggi sembra che tutto possa "passare" perché la politica ha perso di vista le cose e segue soltanto l'ideologia del berlusconismo o dell'antiberlusconismo. Battaglia giusta da fare, quella dell'antiberlusconismo ma guai se diventa una ideologia che assorbe le proprie energie al punto da dimenticarsi di quel che accade... in parte proprio a causa dello stesso fenomeno neo autoritario proposto da B. 
Credere però che l'unica battaglia da fare sia farlo cadere e poi... tutto si risolverà magicamente, è una follia. Qualcosa la rivoluzione bolscevica russa dovrebbe insegnare: non si può cogliere "il tutto" (ideologia) dimenticandosi delle "parti" (la vita sociale e i suoi cambiamenti).
Guardate il video e... femministe... fate un fischio, invece che battervi per escludere le transfemministe dal vostro movimento!
I commenti sono bene accetti, qui, in queste pagine
Mirella Izzo

martedì 10 agosto 2010

Trans: problema o risposta?

CHI E COSA SIAMO?
Siamo in agosto, mese di scarso desiderio di impegnarsi e di preoccuparsi per le vicende del mondo intero. Molte persone desidererebbero una "pausa" da ogni problema... Purtroppo ci si può solo isolare dal resto del mondo non seguendo tv, giornali, internet, ecc., ma i problemi personali e familiari restano: soldi, salute, amore, umore, autostima ecc.. Problemi o concreti o esistenziali che in comune hanno solo il fatto di "inseguirci" anche sulla punta dell'Everest.
Dico "Inseguirci" perché noi vorremmo scappare, spesso da tutte le difficoltà pratiche (ecco perché si dice che "la ricchezza non fa la felicità ma l'aiuta molto") e da noi stess* e dalle dinamiche relazionali che abbiamo messo in gioco o che abbiamo ereditato per nascita (la famiglia di sangue o adottiva).
Noi transgender siamo specialist* nelle questioni esistenziali ("Chi e cosa sono?"), ma, più sovente di quanto non si creda, diamo risposte molto diverse alla stessa domanda.. «Sono un maschio uomo o sono un errore biologico e sono maschio per errore ma donna?» «Non sono né maschio né femmina, né uomo né donna? Sono, al contrario, sia uomo sia donna?».
Domande che - di norma - restano oscure al "grande pubblico" di chi non vive sulla pelle questa opportunità che la vita ci ha posto davanti. Non la chiamo né sfortuna né fortuna proprio per il motivo accennato: diamo risposte diverse alla stessa domanda, C'è chi ritiene una fortuna avere in sé "entrambe le "anime" del maschile e del femminile", c'è chi la ritiene una grave ferita e tenta in ogni modo di cancellare "l'errore originale", chi, ancora, nega di essere "due anime" e ritiene la propria condizione un errore meramente biologico che non porta affatto ad essere sia uomo sia donna, ma "donna intrappolata in un corpo maschile" o, viceversa "uomo intrappolato in un corpo femminile".
Chi ha ragione? Chi dà la risposta corretta? Chi sono io o chiunque altro, per dare una risposta univoca nel decretare chi sbaglia e chi è nel giusto? Al di là di alcuni punti fermi strettamente biologici (alcuni noti altri ancora no) che negare sarebbe una falsificazione evidente - e cioè, per esempio, che nasciamo maschi o femmine in termini genetici anche se ci sentiamo e sappiamo d'essere l'opposto di quel che ci dice il corpo e non possiamo modificare questa differenza nelle sue parti più "funzionali" come l'impossibilità a far transizionare delle ovaie in testicoli e viceversa, un utero in prostata e viceversa, ecc. - il resto appartiene più all'intimo sentire che non ad una oggettiva realtà. Perlomeno allo stato attuale delle nostre conoscenze psicobiologiche.
Alcuni studi (troppo pochi per diventare scientificamente accertabili) sembrano dimostrare che a livello di neuroscienze, effettivamente qualcosa di diverso vi sia anche nelle funzionalità biologiche fra noi trans e chi non lo è. Studi che sembrano dimostrare che i cervelli di tutte le persone trans analizzate  "funzionino" e abbiano caratteristiche tipiche del sesso opposto a quello di nascita. Qualora dovesse arrivare uno studio, replicato, di massa e con "cieco", fatto su persone trans prima che inizino la terapia ormonale e che desse lo stesso risultato di difformità tra corpo e cervello, ci troveremmo di fronte ad un nuovo affascinante enigma scientifico che però, nella correlazione inestricabile tra psiche e soma (PNI) non modificherebbe in modo determinante la "risposta individuale" che si darebbe alla citata domanda e, in questo caso, anche alla successiva «cosa significa avere un corpo maschile e una mente femminile (o viceversa)... Mi rende donna (o viceversa) o una via di mezzo, una sorta di terzo sesso, una sorta di intersessuale cerebro-somatico?»
L'aspetto "esistenziale" e - come tale - individuale, non credo potrà essere spazzato via mai. Anche qualora si trovassero aspetti genetici predisponenti (e se ce ne fossero anche altri, ignoti, che annulla o rinforzano o sostituiscano quelli scoperti?), il "kit diagnostico" di transgenderismo non credo sarà mai disopnibile. 
Non è come essere in cinta o meno o la misurazione dell'insulina. Nell'identità di genere entrano fattori "esistenziali" tali da mettere persino in dubbio l'attuale caratterizzazione patologico/psichiatrica della condizione stessa.
L'attuale bisogno di "ormoni/chirugie" ecc., questo sì, potrebbe diventare un obsoleto ricordo qualora gli studi attuali sulle staminali e sulla terapia genica dessero risultati per ora solo sperati. Il ricorso alla medicalizzazione "pesante" (mi riferisco alla chirurgia e a farmaci con impatto pesante) renderebbe ancora più difficile giustificare il già ingiustificabile inquadramento di patologia psichiatrica curabile con farmaci non psichiatrici e chirurgia non neuropsicologica.

In realtà, a ben guardare, la nostra realtà è così evidenziata e caricata di significati, esclusivamente per motivi culturali che vedono nell'appartenenza all'uno o all'altro sesso la prima e più importante discriminante per spiegare la natura umana. Esigenza di "classificazioni" chiare, inequivocabili per spartirsi gli "oneri" di una vita sociale, basata sul sesso di appartenenza. 

Senza questi aspetti, il nostro interrogarci sul "chi e cosa sono" non dovrebbe essere poi così diverso dalle domande ancestrali e universali che dovrebbe porsi ogni essere umano, da sempre. I classici "chi sono", "perché sono", "da dove provengo", "dove vado".
Proprio questi motivi culturali che ci fanno balzare in testa agli interessi "popolari" sia in termini morbosi, sia in termini di condanna dogmatica, sia in termini positivi, di curiosità verso il confronto con una realtà "altra" rispetto all'imposto dualismo sessuale, rende - di fatto - la nostra condizione un qualcosa che, pur partendo da uno specifico territorio dell'identità umana, diventa di valore universale per ogni essere umano.
Per questo subiamo un carico di stigma sociale vergognoso.
Per questo siamo l'oggetto del desiderio di molti studiosi della natura umana.
Per questo siamo altrettanto interessanti per chi si occupa di psiche o di sistema neuroendocrinologico, di genetica ed epigenetica.
Per questo raccogliamo tanto successo sia con uomini sia con donne in ambito sensuale.
Per questo sempre più raccogliamo l'interesse di sociologi e studiosi di diritto.
Per questo la nostra presenza fa sempre alzare lo "share" nelle tv.
Generalmente non ne siamo pienamente consapevoli noi, non lo sono né i ricercatori che ci studiano per trovare delle risposte, né - tantomeno - il "pubblico popolare" di tv e giornali,
ma di fatto, la nostra realtà, per via dei dogmi culturali che spezza e corrode, rappresenta un universale "remind", valido per tutte e tutti alle domande essenziali che chiunque dovrebbe porsi per vivere una vita consapevole e che la cutlura di una vita tutta esoversa (rivolta all'esterno, alle merci, al denaro, all'accumulo di beni materiali e umani, alla carriera, al bisogno di arrivare a fine mese o di arricchirsi, ecc) rende così difficile da praticare.
Viviamo in un mondo che non lascia molto spazio e tempo ad interrogarsi su di sé e per questo suscitiamo scandalo o morboso o appassionato interesse.
In fondo, non lo sappiamo, ma abbiamo una grande responsabilità sulle spalle: ricordare al mondo degli uomini e donne, che per vivere bisogna prima essere e per essere bisogna prima capire chi e cosa siamo.
Non c'è che dire: una bella grande responsabilità.... di cui, prevedo, l'umanità diventerà più consapevole tra qualche decennio (2012 permettendo).


Mirella Izzo
Genova 10 agosto 2010, ore 12


PS: questo scritto doveva, in partenza, essere una breve presentazione alla riproposizione "in casa" di una mia vecchia intervista rilasciata a blog esterni, che ritenevo ancora attuale e importante per la natura divulgativa del suo contenuto.
Poi, come talvolta mi accade, le mani hanno iniziato ad andare da sole, spinte da sinapsi che si formavano via via scrivendo e quindi, il pezzo ha assunto una sua autonoma natura e come tale ve lo presento

sabato 3 luglio 2010

BASTA CON I POLITICI CHE INSIDIANO LE TRANS


PRESS RELEASE
SCANDALO: SEMPRE PIU’ SPESSO STIMATE TRANS EXTRACOMUNITARIE VENGONO TROVATE – FORZATE COI SOLDI E POTENZIALI MINACCE DI ESPULSIONE - IN COMPAGNIA DI POLITICI COCAINOMANI

Non è più possibile sopportare questo stato di cose immorali
Normali persone transgender che vengono sempre più spesso circondate dal malaffare di politici=cocainomani persino incapaci di mantenere il riserbo sulla loro doppia scandalosa situazione di politici e cocainomani.
E dovremmo anche finirla con questi sottili distinguo da salotto fra “politici” e “cocainomani”. 
In quale altro luogo è stato proposto di mettere degli “sniffometri” se non nel Parlamento Italiano? 
Come per i metal detector in certe scuole americane violente: là le armi degli studenti, qui la cocaina dei politici.
Dopo i tanti casi di politici scoperti con le narici nella polverina, si dovrebbe finalmente avvertire come socialmente accettabile l’equivalenza “politico = cocainomane”.
Altro che “trans = prostituta”. La percentuale di trans che si dedicano allo scambio "soldi/piacere" sono in una percentuale ben inferiore rispetto ai politici sospettati d’essere dediti allo sniffo!

E’ ora di dire basta alla libera circolazione notturna dei politici=cocainomani che molestano le transessuali, per di più straniere e senza permesso di soggiorno, quindi meno capaci di difendersi dalle loro morbose attenzioni.
La spinta interiore verso il Male porta questi “poliscocainomani” a frugare nel torbido persino fuori dalle aule parlamentari, in una sorta di delirio ossessivo-compulsivo: non cercano trans italiane, non ci si fidanzano, né le sposano. Cercano quelle straniere per poterle tenere nascoste e, magari, farsi aiutare a trovare cocaina per pochi spiccioli, per non apparire. 
Indemoniati spiriti di uomini che con questi atteggiamenti spingono povere ragazze nel giro della prostituzione né più né meno di qualsiasi “magnaccia” di borgata.
Scelgono le trans per aggirare con matematica certezza antiche ed eterne norme etiche, ovvero per non rischiare di incorrere nell'abominio di accompagnarsi ad una donna durante le mestruazioni (Levitico 15-19-21) e per  possedere degli schiavi “sia maschi sia femmine” purché stranieri (Lev. 25:44) ma poi si abbandonano, con costoro, a serate di Champagne, Cocaina e Crostacei (e questi ultimi costituiscono abominio per il Levitico).
Inoltre si rifiutano di battere le loro mogli che usano costantemente vesti di diversi tessuti, sempre in contrasto con il Levitico. Per fortuna –  almeno per quest’ultima violazione - ci ha pensato la Corte di Cassazione, a restituire il diritto degli uomini a  maltrattare le donne, attraverso una Sentenza recentissima, ispirata diretamente da Dio!
Tutto questo descrive questi uomini come falsi uomini degni di fede e dalla “doppia faccia”.

Per queste ragioni è giusto chiedere:
-      che per i politici=cocainomani venga applicato il coprifuoco alle 21 di ogni sera e che non possano circolare se non nelle aule parlamentari dove potranno dar sfogo ai loro vizi distruttivi solo attraverso il pigiare qualche tasto per votare qualche legge, parto della loro mente confusa o di quella dei loro capicorrente;
-     la tutela delle persone trans attraverso la fornitura di “auto blu” e scorta di polizia per tutte le persone transgender, al fine ridurre il rischio - durante gli spostamenti - dagli ignobili assalti di questi peccatori inveterati in cerca di festini con schiave che erroneamente credono essere "sia maschi sia femmine", cocaina e - orrore - aragoste e champagne!
-     che Camera, Senato e Aule Consiliari Regionali diventino dei C.I.E., con  la contemporanea chiusura di quelli attualmente aperti;
-      che venga aperto un terzo C.I.E., a Roma, per ospitare quegli extracomunitari provenienti dalla Città del Vaticano ormai noti come “preti=pedofili”.
-       
La dignità delle “persone perbene=transgender” è sempre più offesa dall’impunità offerta a questi mostri, liberi di aggirarsi intorno a povere donne indifese, in attesa delle loro malefatte. A poco valgono pentimenti tardivi che mettono a repentaglio la stessa vita delle persone trans che coinvolgono nei loro sporchi bisogni di deviazioni (crostacei, champagne e cocaina).

Mirella Izzo                                                               

Mirella Izzo è Presidente dell'Associazione Crisalide PanGender                             

giovedì 20 maggio 2010

Il nuovo sito di Crisalide PanGender

IL NUOVO SITO DI CRISALIDE PANGENDER

Crisalide PanGender, associazione di cui sono attualmente presidente, ha cambiato pelle. Un sito/blog nuovo interattivo con i link ai vecchi contenuti e gli ultimi aggiornamenti tutti commentabili
Vi invito a visitarlo al nuovo link: